Penso quindi Paro-bis, è tutto pronto

Il “Penso quindi Paro”-bis è pronto e sta per cominciare. Sabato 9 e Domenica 10 si terrà a Bazzano (BO) la seconda edizione del “Goalkeeper Lab”, un format che ha avuto molto successo dopo il positivo esordio dello scorso anno sulla scena dei workshop di formazione sportiva riguardante la pallamano italiana. L’ideatrice Elisa Ferrari (nella foto ndr), portiere della Jomi Salerno e della Nazionale, sarà ancora una volta alla guida, ben coadiuvata da Elisa Schiavina, allenatrice, svolgendo tutte le attività con l’immancabile passione che la contraddistingue. L’anno scorso furono ventidue i partecipanti, tutti al maschile, mentre questa volta saranno ventiquattro suddivisi in questo modo: quattordici per il corso atleti e ben dieci per quello allenatori. Si perché la novità dell’edizione 2018 sarà proprio quella dell’introduzione di un corso per allenatori in cui Elisa Ferrari sarà affiancata da Paolo Baresi. Novità anche per quanto riguarda lo staff che quest’anno vedrà l’inserimento di tre ragazzi che affiancheranno e aiuteranno i partecipanti durante l’intero corso, oltre a fungere da supporto ai tecnici durante le spiegazioni. “Stiamo ingranando, sono davvero felice – spiega Elisa Ferrari – stiamo sviluppando metodologie nuove per portare l’esperienza dei partecipanti ai massimi livelli. Il ruolo del portiere cambia costantemente e noi siamo chiamati ad adattarci. Dobbiamo essere bravi ad essere sempre all’avanguardia sulle tecniche di allenamento senza mai tralasciare le specifiche del ruolo”. Una full immersion totale che partirà dalle ore 9 e terminerà alle ore 18, sia sabato che domenica. Impossibile, infine, non sottolineare il “perché” Elisa abbia lottato così tanto per portare a compimento questo progetto: “Quando ho cominciato a Bazzano, avevo 15 anni, avrei pagato qualsiasi cifra per partecipare ad un corso del genere, in cui un portiere con esperienza, che veste la maglia Azzurra e che ha già in bacheca dei trofei, insegnasse tutto questo. Adesso quella figura “mistica” che sognavo sono io e voglio dare tutta me stessa affinché i ragazzi che partecipano ricevano ciò che avrei voluto imparare io. Farlo qui, tornando in un certo senso alle mie origini, rende il tutto più magico e importante per me”. Un fine nobile quanto condivisibile, applausi.