Affaire Estense, le reazioni dal femminile

Uno degli argomenti caldi di questi giorni è sicuramente la questione legata all’Handball Estense, o come chiamato dalla nostra Redazione “l’affaire Handball Estense”. Tra due giorni scadrà il termine per le iscrizioni dopo che il Consiglio Federale ha deciso di allungare la scadenza al 7 Luglio prossimo rispetto al precedente 30 Giugno scorso. In questo momento il campionato di A1 femminile è a caccia di una dimensione definitiva (12 squadre? 13?) ma non si esclude la possibilità che venga fuori una quattordicesima, il Nuoro, che in queste ore sta facendo di tutto per racimolare la disponibilità economica necessaria a partecipare alla massima serie. La nostra Redazione, in merito, ha interpellato alcuni presidenti di società di A1 femminile in quanto diretti interessati. Il presidente dell’Alì Mestrino, Mario Turato, la vede così: “Dal mio punto di vista non ritengo una cosa corretta inserire questa società dopo aver già raggiunto il numero adeguato, come da accordi, per disputare il campionato. La cosa, dovesse avvenire, ci porterà ad accettarlo ma fatto in questo modo può sembrare un caso anomalo: di sicuro creerà un precedente difficile da gestire in futuro”. Chi la promozione l’ha conquistata sul campo è sicuramente il Dossobuono del presidente Marco Beghini, il quale si sofferma sulla questione della classificazione delle società citando anche un personale precedente: “Mi domando a cosa servano i punteggi delle società: da ora in poi chiunque potrà fare richiesta e sarà complicato negare a qualcuno il salto di categoria. Cinque anni fa, dopo aver conquistato la promozione, rinunciai all’A1 per mancanza di basi economiche adeguate. La mia domanda di ripescaggio in A2 fu bocciata perché non disponevo del diritto ad iscrivermi a tale categoria e fui costretto a ripartire dalla serie B. L’Handball Estense può anche avere il diritto a fare richiesta di ripescaggio ma nel momento in cui la sua domanda viene comparata a quella delle altre squadre, provenienti dall’A2, allora dovrebbe cedere il passo per via dei famosi punteggi che determinano la classifica delle società essendo un club appena nato”. Il massimo dirigente del Cassano Magnago, Massimo Petazzi, si dice perplesso: “La cosa mi lascia perplesso da un punto di vista sia sportivo che gestionale. Una volta raggiunto il numero di dodici squadre non capisco bene il perché dell’aggiunta di una tredicesima compagine con il conseguente allungamento del termine per le iscrizioni: appare come una forzatura anche perché non so fino a che punto faccia bene al movimento. Ci fossero stati dei presupposti diversi allora la questione poteva essere analizzata in altra maniera ma così mi lascia perplesso”.