“L’affaire” Handball Estense non può non coinvolgere anche il settore maschile della pallamano italiana. L’eventuale precedente comporterebbe una reazione futura che rischia di stravolgere i numeri e le situazioni dei club attualmente impegnati in A1 maschile. Dal 7 Luglio prossimo in poi scopriremo quale sarà l’esatta composizione del campionato di A1 femminile ma, intanto, la nostra Redazione ha indagato tra le società di A1 maschile per conoscerne gli umori al netto della situazione delineatasi. Massimo Brunori, presidente del Romagna, dice: “Potrebbe avvenire lo stesso anche in campo maschile, di certo. E’ una situazione che darebbe la possibilità a tutti di provarci e negli anni futuri non è escluso che avvenga. Potrei capire in caso di carenza di società partecipanti ma ho avuto modo di vedere che il numero esatto fosse stato raggiunto quindi non saprei esattamente”. Il patron della Luciana Mosconi Dorica Ancona, Lorenzo Guzzini, parla da un punto di vista etico: “Difficile accettare qualcuno che arrivando dal nulla venga accettato in A1. La tredicesima squadra crea confusione ed è un precedente che avrà delle conseguenze in futuro. Il regolamento potrebbe anche contemplarlo ma credo che non ci sono le condizioni per aggiungere una compagine visto che il numero concordato era già stato raggiunto. Spero che venga fatta chiarezza”. Dello stesso avviso anche il presidente del Città Sant’Angelo, Fabrizio Remigio: “Con queste decisioni perderebbero di valore anche le classifiche stesse dei campionati. E’ un precedente rischioso che non fa bene al movimento. A questo punto chiunque può chiedere l’iscrizione all’A1 e non so fino a che punto il merito sportivo venga salvaguardato”.

