Ariosto Ferrara, Luana Lentini: “Mi manca giocare ed allenare i miei ragazzi dell’Under 9/11”

La società Suncini Ariosto Ferrara prosegue nelle interviste ai capitani delle proprie squadre, approfittando di questo periodo di astinenza dalla pallamano giocata per conoscere meglio i volti delle ragazze che tengono alto il nostro nome, in tutte le categorie che vedono le nostre squadre impegnate. E’ il turno di Luana Lentini, capitana della Serie A2:

Come stai vivendo questa quarantena forzata? Come passi le tue giornate?

“In questi giorni di quarantena passo le mie giornate, principalmente sui libri, sia perché devo prepararmi per la maturità, ma anche perché sono un’ amante della lettura. Cerco inoltre di non trascurare le altre mie passioni: quindi una o due volte al giorno mi alleno, guardo un episodio delle numerose serie tv che ho iniziato e trascorro del tempo insieme alla famiglia ed ai miei amici attraverso qualche video chiamata”.

Quanto ti manca il campo e il poter condividere allenamenti e gare assieme alle tue compagne di squadra?

“Poter tornare a giocare mi manca molto, ma non solo. Mi mancano di più le persone che avevo attorno durante gli allenamenti e le partite, a partire dallo staff tecnico sino ad arrivare alle mie compagne di squadra. All’interno del campo io non gioco soltanto, ma alleno anche i bambini dell’Under 9/11 e mentirei se dicessi che non mi manca stare anche con loro”. 

Come ti stai mantenendo in forma? Che tipo di allenamento stai seguendo e che stile di alimentazione hai applicato?


“In questi giorni, cerco di mantenermi il più possibile in forma per poter essere pronta al rientro. Cerco di fare un allenamento al giorno sei giorni su sette ed a volte riesco a farne anche due: uno alla mattina e uno al pomeriggio. L’allenamento che seguo è quello fornitomi dal mio allenatore ed a volte integro con altri esercizi che facevo durante gli allenamenti. Per quanto riguarda il mio stile di alimentazione, diciamo che non seguo nessun tipo di dieta in particolare, ma cerco di mangiare il più sano ed equilibrato possibile, anche se non sempre mi riesce.

Pensi cambierà qualcosa nel mondo della pallamano dopo questa emergenza?


“Penso che a seguito dell’emergenza covid-19 la pallamano dovrà far fronte ad ingenti danni economici ed alla perdita di molti sponsor i quali saranno, a loro volta, entrati in crisi. Inoltre penso che si riprenderà non in tempi celerissimi dato che si parla di uno sport di contatto. Nonostante ciò Spero che questo non causi gravi perdite e che dopo questo periodo di crisi si possa tornare, il prima possibile alla normalità”. 

Sei rimasta in contatto con le tue compagne di squadra? Se si, come vi state sentendo (con quale applicazione)?

“Durante la quarantena sono rimasta in contatto con la mia squadra tramite whatsapp, che permette anche di fare le videochiamate. Certo, con alcune sono rimasta più in contatto che con altre però in linea generale mi scrivo e videochiamo con quasi tutte”.

Quando non ti alleni come impegni il tempo? Hai un libro o una serie tv da consigliare ai nostri tifosi?


“Quando non mi alleno passo la mia giornata davanti ad un buon libro o ad una serie tv. E’ un libro che consiglierei, soprattutto per gli amanti dei thriller psicologici è sicuramente “la psichiatra” di Wulf Dorn. Mentre una serie tv che consiglierei è “haunting of Hill house” che si può trovare tranquillamente su Netflix e si guarda in poche ore. Nonostante ciò merita davvero sia per la trama che per il cast e la scenografia.

La partita che in carriera non potresti mai dimenticare e perchè?


“La partita che non potrò mai dimenticare è quella giocata in un torneo a Koper, nel 2018: in quel periodo giocavo con la selezione l’Under19. Abbiamo giocato contro una squadra straniera, che mi ha sin dal riscaldamento impressionato per la loro preparazione atletica e tecnica davvero notevole. Nonostante ciò, io e la mia squadra non ci siamo per niente demoralizzate ma al contrario abbiamo dato il possibile e l’impossibile: al termine della gara arrivò un pareggio, un risultato che ci soddisfò a pieno poichè eravamo state in grado di reggere l’urto contro una squadra di alto livello”.

Un Gol o una giocata che ricordi con particolare affetto e perchè?


“Una giornata più che una giocata che ricordo con affetto è stata una partita con la serie A nel torneo di Vienna contro una squadra locale. Dopo un primo momento di panico iniziale, dove avevo combinato qualche danno, mi ripresi, dimostrando a me stessa ed al mio allenatore che potevo gestire la tensione. Ricordo che, pienamente rinfrancata, avevo iniziato a segnare con continuità. In questo caso è proprio la partita, nella sua interezza, che ricordo specialmente ogni volta che mi capita di iniziare qualsiasi match con il piede sbagliato: mi da sempre la carica per cambiare immediatamente faccia”. 

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