Camerano festeggia la promozione in serie A2 maschile

La centrale Piazza Roma, con tamburi e sbandieratori, come corollario alla bella festa organizzata dalla Pallamano Camerano per festeggiare la storica promozione in A2. C’erano tutti ieri, sabato 6 maggio, a festeggiare i ragazzi neopromossi di mister Cardogna: il presidente regionale Fabio Luna; quello del sodalizio festeggiato Massimo Albamonte; il delegato Figh Marche Pierpaolo Romandini, il sindaco Annalisa Del Bello e l’assessore allo sport Marco Principi. E poi c’era lui, Marco Cardogna, il mister capace di ricompattare una squadra che s’era dispersa. Bravo nel creare un gruppo omogeneo e vincente. Bravo nel trasmettere i fondamentali di questo sport e nell’inculcare nella testa dei giocatori la giusta mentalità. Mister Cardogna, se lo ricorda l’inizio di questa bella avventura? «Sì, è iniziato tutto ai primi di settembre dello scorso anno, in collaborazione con il nostro preparatore atletico Francesco Mandolini. Lui ha temprato la squadra e ci ha seguito sempre fino all’ultimo istante. Il merito è anche suo». Avete capito subito il potenziale della squadra? «In realtà fin dalla presentazione della squadra al Palasport, con la partecipazione del nostro sindaco, Annalisa Del Bello, si era parlato di ambizione di promozione, ma non propriamente di vincerlo questo campionato,  invece è proprio così che è andata». Quali sono stati i momenti fondamentali per raggiungere la promozione? «Due, gli episodi importanti: il ritorno a tempo pieno dei giocatori della vecchia guardia, dopo le vicissitudini societarie durate 2 anni e legate alla precedente società, e l’innesto di 5 giocatori di spessore, provenienti dalla vicina San Biagio di Osimo». Siete partiti da lì, e poi? «Abbiamo iniziato a costruire…, a fare spogliatoio, a lavorare sulla nostra tecnica mettendo a fuoco il nostro modo di giocare. Avevamo già vinto così, e infatti sono arrivate le vittorie in campionato fino a dicembre». Però non siete riusciti a vincerle tutte… «Dopo le feste, la neve in Abruzzo ha condizionato il campionato e ci siamo ritrovati a giocare una partita fondamentale a L’Aquila dopo quaranta giorni dal nostro ultimo incontro. Troppa la distanza di tempo. Non siamo arrivati precisi come avremmo voluto a quella partita, e infatti l’abbiamo persa di 1 gol subito a 6 secondi dalla fine». Anche il Città Sant’Angelo vi ha messo sotto… «Sì. Siamo arrivati a quella partita troppo convinti dei nostri mezzi. Ci eravamo illusi d’essere imbattibili dopo tante facili vittorie. Abbiamo sottovalutato l’avversario, ma ci ha pensato il Città Sant’Angelo a rimetterci sui binari giusti. La partita persa contro di loro a due secondi dalla fine ci ha procurato tanta amarezza».  E arriviamo al 2 aprile di quest’anno… «Il 2 aprile è una data storica per la Pallamano Camerano. Giochiamo proprio contro L’Aquila che lotta anch’essa per il salto di categoria. La vittoria ci darebbe la matematica promozione in A2. Giochiamo una partita al cardiopalma e alla fine ci imponiamo 31-28.  E non sogniamo più, perché il sogno si è realizzato: promossi!» Storica e bella promozione, va detto a chiare lettere, ma c’è ancora un campionato da vincere… «Vero. E riusciamo a vincerlo nella penultima di campionato a Falconara, battuta 37 a 23. Matematicamente  primi con una giornata d’anticipo». Mister, ora è tempo di festeggiare. Questa squadra ha attirato su di sé un sacco di elogi e complimenti, meritatissimi. Vi siete montati la testa? «No. Le spiego. Tutti coloro che hanno fatto parte di questa società sportiva, da chi gioca a chi non gioca, ha lavorato tantissimo per raggiungere con sacrificio questo obiettivo. Siamo una squadra, abbiamo una  forte identità, siamo determinati e siamo pronti per fare bene anche la prossima stagione!»

di Paolo Fileni per corrieredelconero.it

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