La scorsa settimana la European Handball Federation ha celebrato il suo 13° Congresso Ordinario eleggendo Michael Wiederer, già segretario generale, alla presidenza e rinnovando profondamente la sua struttura di governance. Wiederer succede a Jean Brihault, forse il presidente più amato e lungimirante, e rappresenterà la continuità all’interno di una confederazione che è cresciuta molto nei suoi primi 25 anni di vita e che si proietta nel nuovo quadriennio con grandi ambizioni e salde convinzioni. In sintesi, su un totale di 59 posizioni elette o nominate, ben 22, più di un terzo, sono andate a persone che non avevano mai ricoperto cariche precedentemente, 30 i paesi rappresentati su 50 aderenti, forte anche il rinnovamento di genere che ha portato la componente femminile ad occupare 16 posizioni, tra le quali sottolineiamo la presenza nel Women’s Handball Board di Deja Ivanovic quale rappresentante del Women’s Forum Club Handball, l’associazione dei Club alla cui fondazione ha partecipato anche la Jomi Salerno. Grande attenzione, pertanto, al rapporto tra Federazione e Club, una delle caratteristiche più significative del successo della passata gestione che il nuovo presidente sicuramente continuerà a privilegiare. Vicepresidente per il prossimo quadriennio sarà Pedrag Boskovic (Montenegro), mentre alla carica di Tesoriere, ricoperta da Ralf Dejaco dal 2004, è andata al danese Henrik La Cour, ex arbitro e uno dei tre nuovi membri del Board. Spazio anche per l’Italia, grazie alla rielezione di Marco Trespidi nella Beach Handball Commission quale responsabile eventi e competizioni ed alla elezione del presidente federale uscente Francesco Purromuto a capo della ECC (EHF Court of Arbitration Council). Ai nostri due rappresentanti i complimenti di tutta la pallamano nazionale e l’augurio di un proficuo lavoro lontani dall’Italia. Ma la parte più toccante della manifestazione è stata quella finale, laddove i circa 200 delegati congressuali, tutti in piedi per una lunga standing ovation, hanno voluto che Jean Brihault, Arne Olovsson (vice di Brihault e predecessore di Wiederer come segretario generale), Rui Coelho, uno dei padri fondatori della EHF e Ralf Dejaco, tesoriere uscente e past president della FIGH, ricevessero l’onorificenza di Membri a Vita, quali principali artefici della crescita e della affermazione dell’Handball in Europa. Ralf, in particolare, entrato in EHF sedici anni orsono, dal 2004 ne ha curato i conti portando il budget da 6 a 26 milioni di euro in 12 anni. La EHF in questo ultimo decennio ha fatto il salto di qualità organizzando manifestazioni sempre più “ricche” e sviluppando in modo esponenziale il rapporto con i media e di conseguenza con gli sponsor. Ne sono testimonianza le Finals di Champions League sia maschile (a Colonia), sia femminile (a Budapest), nonché le fasi finali dei campionati europei il cui livello tecnico, di visibilità ed organizzativo è sempre più alto. Tutti felici ma commossi i 4 Honorary Member, nonostante questo siamo riusciti a strappare una breve dichiarazione al nostro Ralf Dejaco, con la promessa di una sua intervista nelle prossime settimane. Si chiude una stagione molto impegnativa che ha portato grandi risultati e chiaramente soddisfazioni personali, dice Dejaco, l’Handball ha grandi potenzialità, penso che questo tributo testimoni il successo del nostro lavoro in Europa, ora mi auguro che anche in Italia la Pallamano possa rinascere.

