Emanuele Panetti esordirà come head coach su una panchina di serie A2, guiderà il Bologna United

Il 29enne mordanese Emanuele Panetti esordirà come head coach su una panchina di serie A2 di pallamano. Ad affidargli la guida tecnica, il Bologna United che sceglie la freschezza e l’entusiasmo di un ragazzo da sempre nel mondo pallamanistico, con alle spalle importanti esperienze in qualità di atleta. Con tanto di scudetti giovanili conquistati con l’ormai mitologica classe 1992 di Mordano e dintorni. Al Romagna anche il debutto in una competizione europea, oltre all’onore della maglia Azzurra.
Carattere solido, lavoratore indefesso, con obiettivi chiari da raggiungere, poi raggiunti, sia nella pallamano che nella vita quotidiana.
Panetti arriva subito su una panchina di serie A, ma la mentalità acquisita negli anni sotto la “gestione Tassinari” gli permetterà senza dubbio di affrontare questa sfida con la determinazione e la grinta necessarie.

Emanuele Panetti sei il nuovo head coach del Bologna United di serie A2. Emozioni?
“Le emozioni ad una settimana dall’inizio della preparazione sono molteplici, mi sento molto carico per iniziare questa nuova avventura: qualche anno fa non mi sarei mai immaginato che avrei avuto l’occasione di allenare una prima squadra, di questo blasone e così presto. Però allo stesso tempo sono molto teso, perché sarà un bel impegno da portar avanti. Darò tutto me stesso per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla società”.

Scelta coraggiosa da parte del club felsineo, che premia il tuo impegno ed il tuo cammino di coach:
“L’impegno sicuramente tanto, negli ultimi anni mi sono aggiornato tantissimo; ho acquisito il tesserino di secondo livello e ora sto finendo i corsi del terzo; anche durante la quarantena mi sono rimboccato le mani cercando di seguire più corsi possibili.
Per quanto riguarda il mio cammino da allenatore, devo ammettere che dopo le esperienze al Romagna e a Faenza, mi ero preso una pausa perché non riuscivo a far combaciare tutti gli impegni.
Comunque, anche se da compagno, credo di aver anche contribuito alla crescita di alcuni giovani, dando una mano durante gli allenamenti e allenando in partita in caso di qualche squalifica”.

Quali motivazioni ti hanno spinto dapprima a cominciare questo cammino e, ora, ad accettare il progetto bolognese?
“All’inizio lo facevo soprattutto per arrotondare durante il periodo universitario, poi si è trasformata in una vera e propria passione: non nascondo che non mi pongo limiti, come tutti gli sportivi sogno un giorno di poter partecipare ad un’Olimpiade.
Devo ammettere che quest’estate ho ricevuto parecchie offerte allettanti; Bologna mi offriva di fare quello che amo, in un club storico e vicino a casa, non potevo rifiutare”.

Serie A2 significa tante cose: grandi responsabilità, serietà nel lavoro, fiducia nel progetto:
“Allenare in A2 mi impone il massimo impegno, non è un lavoro che si può prendere sottogamba. Mediamente in questa categoria si ha un roster di almeno diciotto ragazzi che non sono professionisti, quindi, bisogna saper far combaciare serietà, impegno e divertimento.
Il progetto di riportare la società nella pallamano che conta sta prendendo forma, il presidente Salvatori, il vice Tedesco e i dirigenti Sonaglia e Castro, si stanno muovendo per sistemare al meglio l’impianto sportivo e hanno fatto un grosso investimento per avviare seriamente il settore giovanile”.

La tua carriera da head coach ha radici profonde nella pallamano giocata:
“Sì è vero, fin da piccolo ho fatto parte di una squadra che ha sempre lottato per lo scudetto, anche per più categorie contemporaneamente (vincemmo 3 scudetti in U15 e due volte in U18). Devo ringraziare il Romagna, perché mi ha dato anche la possibilità di giocare per la nazionale Italiana.
Questo, unito all’esperienza in una squadra senior fortissima in cui per due anni consecutivi abbiamo raggiunto la semifinale scudetto mi ha formato tantissimo.
Non tutti possono vantare di essere stati allenati/seguiti per dieci anni da un grande formatore come Domenico Tassinari e per due da un grande allenatore come Simone Ronchi con cui abbiamo vinto due campionati consecutivi in B e in A2 a Faenza.

A chi dedichi questo obiettivo raggiunto?
“In primis dico a me, non voglio sembrare egoista, ma mi sono impegnato davvero molto per raggiungere il ruolo in cui sono ora e ho dovuto rinunciare a molte cose.
Poi ovviamente a tutti quelli che hanno sempre creduto in me, alla mia famiglia, agli allenatori, agli amici e alla mia fidanzata che mi sta spronando a crederci e non mollare”.

Come vedi il Bologna United nel girone B di serie A2 2021/2022?
“L’11 settembre inizieremo tutti a 0 punti, quindi non porrò limiti alle ambizioni: le altre squadre dovranno giocare la loro pallamano migliore per batterci, perché lotteremo su ogni palla.
Il nostro girone penso che sarà ancora il più ostico, credo che anche quest’anno le due possibili promozioni potrebbero arrivare da qui.
Il nostro roster è composto da un bel mix di giocatori giovani ed esperti del territorio bolognese. Occorrerà lavorare a testa bassa già dal primo giorno, perché a livello difensivo abbiamo già una base solida dall’anno scorso, ma in attacco abbiamo bisogno di lavorare tanto”.

Sperando che la pallamano possa tornare ad abbracciare i propri tifosi al palazzo dello sport:
“Voglio ringraziare tutto il personale del settore medico, che grazie al suo lavoro incessante ci permetterà finalmente di riavere il pubblico all’interno dei palazzetti. Quest’anno è stato troppo strano giocare a porte chiuse. Spero, con l’avanzare della campagna vaccinale, di vedere tanta gente al palazzetto in casa e a Imola/Faenza per il derby, perché sarà bello tornare a casa sotto altre vesti”.

 

foto di Annalisa Mazzini Photography

fonte articolo tuttosportimolese.com

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