Hac Nuoro, Martina Filindeu: “Mi piacerebbe proseguire il percorso iniziato quest’anno”

La carta d’identità recita classe 2005, ma dalle parole di Martina Filindeu traspaiono sempre maturità e consapevolezza: due caratteristiche che, assieme a un innato talento, le hanno permesso di bruciare le tappe fino ad arrivare, giovanissima, fino alla Serie A1. Ecco le sue parole a margine di una stagione molto produttiva, che l’ha vista assaporare anche l’Azzurro.

Martina, come procede questo momento di pausa forzata dalla Pallamano?
Lo studio porta via tante ore della mia giornata. Frequento il secondo anno al Liceo Scientifico a indirizzo sportivo, e ogni giorno devo seguire le lezioni con annesse verifiche scritte e orali. La scuola è sempre stata la mia priorità, mi impegno tanto e mi piacerebbe continuare a specializzarmi per trovare un giorno uno sbocco professionale sempre nell’ambito dello sport.

Trovi il tempo per allenarti?
Sì ma non è facile, anche perchè in casa non si possono certo avere a disposizione le attrezzature che di solito si trovano in palestra. Sto facendo del mio meglio: corro, faccio pesi e cerco di mantenere una buona condizione. La pallamano giocata e gli allenamenti di squadra ovviamente mi mancano tanto.

Come ti sei avvicinata al mondo della Pallamano?
Grazie ai progetti scuola del nostro coach Roberto Deiana ho avuto modo di scoprire la disciplina molto presto, quando ero appena in seconda elementare. Spinta anche da una compagna di classe sono entrata nel mondo Hac e non ne sono più uscita, anche se negli anni ho praticato anche altre discipline come il nuoto e l’equitazione.

Nell’ultima stagione sei stata il capitano dell’Under 15. Come giudichi il campionato della tua squadra?
Sono molto soddisfatta: ci siamo allenate tanto e siamo riuscite a restare imbattute. Al momento dell’interruzione eravamo prime in classifica e mi sarebbe piaciuto portare a termine la missione, anche perchè si trattava del mio ultimo anno nella categoria. La pandemia, purtroppo, ha reso tutto vano, ma non possiamo farci nulla.

Le tua crescita è stata esponenziale e ti ha permesso di guadagnare spazio sia in Under 20 che, addirittura, in Serie A1.
Non mi aspettavo di essere gettata nella mischia così presto. Sono davvero grata per questa opportunità, anche perchè il confronto con atlete più grandi ed esperte mi ha permesso di crescere tanto.

Raccontaci l’emozione dell’esordio.
A dire il vero ero un po’ ansiosa! Una volta entrata in campo, però, ho sempre cercato di fare del mio meglio per la squadra. Inizialmente il coach mi concedeva 5 o 10 minuti a fine partita, poi, nelle ultime gare prima della sosta, ho iniziato ad avere un buon minutaggio fin dall’inizio del secondo tempo. Ho commesso qualche sbaglio, ma ho dato tutta me stessa e spero di poter continuare questo percorso l’anno prossimo.

A proposito di sensazioni positive, la prima chiamata in Azzurro resterà indelebile.
Assolutamente. La Nazionale era il mio sogno fin da bambina. Devo essere sincera: credo ci fossero anche altre ragazze della mia squadra che meritavano quella soddisfazione. Ad ogni modo sono onorata e, come mi ha suggerito coach Deiana, ho considerato la convocazione come un punto di partenza e non un traguardo. Quando sono arrivata al raduno ho messo in pratica i consigli che mi avevano dato le compagne dell’Hac che erano state in Azzurro prima di me ed è andato tutto benissimo. Mi dispiace aver dovuto rinunciare alle trasferte in Egitto e Svezia per i test match, ma farò tesoro delle sedute di allenamento che ho potuto svolgere e spero vivamente di tornare in Nazionale il prima possibile.

Che ruolo ha avuto coach Deiana nel tuo percorso?
E’ stato importantissimo. Qualche volta litighiamo (scherza, ndr) però nutro tantissima stima nei suoi confronti. Spero di ripagare sempre di più la fiducia che ha riposto in me. Il lavoro di qualità che da anni svolge in casa Hac è sotto gli occhi di tutti e ha permesso anche a me di fare dei passi avanti.

Cosa ti auguri per il prossimo anno?
Innanzitutto mi piacerebbe proseguire il percorso iniziato quest’anno con l’Hac, cercando magari di ritagliarmi un ruolo sempre più importante nella rotazione. Poi, come già detto, sarei felicissima di poter tornare in Nazionale. E un’altra cosa cui tengo tanto è lo studio, che per me sta sempre al primo posto.

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