Handball, nell’isola tira vento di fronda contro la federazione

Qualcosa si muove nella pallamano, ormai da molti anni alle prese con un calo pesante che è costato la sparizione di molte realtà. Una crisi che in Sardegna ha colpito ancora più duro anche per la crisi economica tanto che Sassari non ha più squadre ai massimi livelli, Nuoro sì ma non può permettersi atlete esterne e non ha mai fatto un punto in A1. Da diversi mesi attorno alla figura del dirigente salernitano Pasquale Loria è nato un gruppo, chiamato Il Perimetro, che ha già raccolto molti consensi con un programma molto articolato e ambizioso che fa leva sulla trasparenza, tanto da piazzare in gran parte delle regioni propri uomini tra i delegati del settore tecnici e atleti: così anche nell’isola con l’elezione rispettivamente di Gian Mario Pittorru e dei perfughesi Tortu e Gurrieri. Il proposito è scalzare dalla presidenza Francesco Purromuto, in sella da 20 anni, finora sostenuto da una grossa base. Domenica a Santa Giusta, alle 10.45, è in programma un incontro nella sala riunioni del “Fedalì”, in via Giovanni XXIII, cui parteciperà anche Loria, candidato alla presidenza della Figh nelle prossime elezioni. Un appuntamento, quello dell’assemblea nazionale, che si avvicina ma che non è stato ancora fissato, così come – fanno notare quelli del Perimetro – non è stato ancora diramato ufficialmente dalla segreteria generale federale l’elenco dei delegati eletti in ogni regione per quanto riguarda la quota tecnici e la quota atleti. Si prevede di dedicare una parte dell’incontro «all’ascolto delle richieste, delle aspettative, delle proposte, dei consigli e dei suggerimenti dei rappresentanti delle società». Probabilmente si tratta dell’ultima riunione con le società della Sardegna tenendo conto dell’imminenza delle elezioni (entro marzo). In Sardegna il Perimetro avrebbe il sostegno della quasi totalità dei club tranne un paio: è evidentemente forte la voglia di cambiamento nell’handball isolano, che si sente abbandonato a sé stesso e non avendo più il sufficiente numero di club ha anche perso il comitato regionale e una sua rappresentativa.

Articolo della Nuova Sardegna, edizione di Sassari

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