I 21 anni di Colleluori tra nazionale, Cingoli e la Francia

Uno dei volti più interessanti della pallamano italiana è quello di Andrea Colleluori 21 anni il prossimo 17 maggio, portiere e capitano della nazionale under 21,uno di quelli (pochi) che hanno voluto fortemente provare un’esperienza in un campionato all’estero. Con tanto di esordio anche in Champions League con il Nantes contro il Barcellona. “In Francia è già emozionante solo entrare nei palazzetti dove si pratica la pallamano – racconta il giocatore abruzzese – anche se poi in realtà io ho giocato per lo più con la seconda squadra bretone. Ma quello che balza all’occhio a qualsiasi livello è l’organizzazione diversa, per fare capire siamo allo stesso livello del football, oltre al livello medio nettamente più competitivo che in Italia”.

Dove da qualche mese sei però tornato a giocare, esattamente là dove tutto era incominciato ovvero a Cingoli.

“In Francia causa covid i campionati, salvo la Star League, sono stati tutti bloccati, rischiavo di rimanere fermo, ecco così l’idea di tornare a casa anche se magari solo per qualche mese”.

Là dove era incominciato più o meno tutto. Andrea è infatti abruzzese di Città Sant’Angelo, città della provincia di Pescara dove è cresciuto anche a livello sportivo ed ora è tornato a difendere la porta del Cingoli, con cui aveva giocato in serie A nella stagione 2018-19 purtroppo senza ottenere la salvezza.

“Quest’anno mi ritrovo a lottare ancora per un posto in serie A. Il campionato italiano è nel frattempo cresciuto molto in termini di qualità rispetto a quando sono partito per la Francia. Per quello che ho già visto ci sono diverse squadre davvero forti. E la mia Cingoli sono sicuro abbia le carte in regola per potersi salvare. Sono contento di fare parte di questo gruppo, anche se non nascondo che mi sarebbe piaciuto giocarmela per lo scudetto magari in porta con il Conversano. Ma alla fine va bene così”.

E poi capita di rincontrare i tuoi compagni della nazionale under 21 come avversari. A Sassari gioca ad esempio Giovanni Nardin.

“Fa sempre piacere ritrovarsi sul campo. Ognuno di noi sta facendo le sue esperienze per cercare di crescere sempre di più. Peccato che il covid non ci abbia permesso di giocare insieme il mondiale da under. Ce lo saremo meritato”.

Ma per Colleluori ormai ci sta già un posto fisso anche nella nazionale maggiore. Con tanto di convocazione per le qualificazioni agli Europei 2022, con le prossime sfide di fine aprile con la Bielorussia ed inizio maggio contro la Norvegia.

“Allenarmi in Francia è stato molto importante per la mia crescita in termini di esperienza a 360 gradi”.

Ora parlerai oltretutto anche un perfetto francese.

“Diciamo che me la cavo, ma c’ è ancora molto da imparare anche lì”.

In ogni caso dopo questa parentesi italiana il tuo futuro tornerà ad essere ancora in Francia.

“Sì ma non a Nantes, ho firmato inizio anno per un club di seconda divisone nel nord della Francia direttamente sulla Manica, in Normandia, con il Js Cherbourg”.

Dall’Abruzzo in giro per il mondo con la pallamano, non c’è male vista ancora la tua giovane età, ma da dove è incominciata questa tua grande passione.

“Faccio parte di una famiglia molto sportiva. In tutto siamo in 9 fratelli, 7 maschi e due femmine, le uniche che non giocano a pallamano preferendo il volley solo perché ai tempi non c’era una equipe di handball femminile nelle nostre zone. La colpa principale è comunque di uno dei miei fratelli che giocava pure lui in porta. Quando andavo in palestra osservavo soprattutto i portieri e molti di loro non avevano diciamo proprio un gran fisico, magari erano un po’ cicciottelli. Mi sono subito detto che se avessi giocato in porta avrei potuto divertirmi”.

Oltretutto ogni azione della pallamano passa dalle mani di un portiere.

“E’ sicuramente un ruolo molto coinvolgente. Ogni trenta secondi sei chiamato a cercare di parare qualche tiro, sei sempre sotto pressione, molto più che nel calcio, dove in una partita puoi anche rimanere quasi inattivo. E poi il portiere deve anche avere una visione di gioco nel suo insieme. Pronto per un immediato contrattacco della propria squadra. Quindi un ruolo divertente e di grande responsabilità che consiglio davvero a tutti”.

Pronto intanto per il gran finale di stagione. Tra nazionale e club ci sono tanti match tutti importanti.

“Ci tengo a dar il mio apporto in particolare alla mia Cingoli. La salvezza è alla nostra portata ed equivale a vincere uno scudetto. Poi posso tornare in Francia sereno, ma sempre con la pallamano italiana nel cuore”.

 

 

fonte articolo rdosport.it

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