La Pallamano Rubiera presenta Māris Veršakovs

Māris Veršakovs ha giocato la scorsa stagione nello ZRHK Tenax Dobele; lui e la sua squadra sono diventati non solo campioni di Lettonia, e lo stesso Māris è stato nominato miglior giocatore della stagione. Versakovs ha realizzato 111 gol durante l’intera stagione. Tuttavia, nella seconda metà dell’estate si è saputo che Maris trascorrerà la prossima stagione in Italia (alla Pallamano Secchia di Rubiera), e la cosa interessante è che la sua compagna, Dita Rozenberga, dopo una breve pausa per maternità, ha deciso di segurlo in Italia dove riprenderà la carriera cestistica (alla Chemco Puianello). Ancora più interessante è il fatto che Maris e Dita sono diventati genitori della figlia Emma solo in primavera, e ora entrambi devono combinare il ruolo di atleti professionisti e di genitori al di fuori del territorio della Lettonia.

Maris, Ci parli della vostre due carriere finora?
“Ho giocato in Germania nella 1a, 2a e 3a lega per 12 anni. Prima di allora, ho trascorso un paio d’anni nelle file della squadra ASK in Lettonia, mentre dopo la Germania ho giocato per la squadra della mia città nativa, lo ZRHK Tenax Dobele. Inoltre ho sempre giocato per la nazionale lettone il più possibile raggiungendo uno dei risultati più brillanti, la partecipazione al Campionato Europeo 2020. Dita ha giocato in Belgio, Polonia e Lettonia, con squadre che hanno giocato anche nell’Eurolega femminile, e si è cimentata anche nella Serie A1 italiana. A livello di nazionale, ha partecipato a diversi campionati europei, oltre che ad un campionato mondiale”. 

Come è stato il tuo ritorno dalla Germania? C’è qualcosa che ti mancava della Germania?
“Il ritorno, ovviamente, è stato piacevole. È sempre bello tornare a casa, ho potuto incontrare tutti i miei parenti e amici, mi sono davvero goduto questi due anni in Lettonia. Ma in un certo senso, ho sempre tenuto presente che se avessi avuto una buona offerta, sarei stato pronto a partire di nuovo di casa. Ma sicuramente non tornerei in Germania. Sinceramente non mi mancava niente, se non altro il sole, perché, ovviamente, nel sud della Germania (dove Versakovs ha trascorso le ultime stagioni) è più che da noi. Certo, mancano gli amici e i compagni di squadra con cui ho passato molto tempo, ma ho ancora contatti con loro, l’unica differenza è che comunichiamo a distanza”

Come è nata la tua storia con Dita?
“In effetti, molto semplicemente: i miei amici si sono rivelati essere anche i suoi amici, ci hanno “portato” insieme, e poi tutto è andato per il verso giusto”.

Dita ha seguito te in Italia o sei tu che hai seguito lei?
“Era già metà luglio quando è arrivata un’offerta dal mio agente per l’Italia. Quindi prima ho avuto un’offerta io e poi abbiamo cercato qualcosa il più vicino possibile per Dita. La situazione era tale che è successo abbastanza tardi, perché a luglio le squadre si stanno già preparando per la stagione. Anche con il Tenax stavamo già pensando alla nuova stagione, dove e come organizzare la vita in Lettonia. E poi, inaspettatamente, è arrivata l’offerta di Rubiera, l’abbiamo valutata e abbiamo deciso di andare. Due settimane dopo eravamo già in viaggio per l’Italia. Tutto è successo rapidamente, spontaneamente e con successo”.

Quali sono stati i fattori determinanti per cui hai deciso di andare in Italia, visto che hai anche una bambina piccolissima?
“Sicuramente uno dei fattori più importanti è che in questa stagione siamo entrambi professionisti, quindi possiamo stare con la famiglia, incontrarci tutti i giorni e non essere la mattina fino a sera occupati al lavoro. Certo, anche il fatto che finchè la figlia è piccola, possiamo ancora farlo… quando arriverà l’ora della scuola dovremo pensare a fermarci stabilmente in un posto. Certo, anche l’aspetto finanziario ha giocato un ruolo importante, è chiaro a tutti che come giocatori professionisti possiamo entrambi guadagnare di più che in Lettonia. Abbiamo anche avuto l’opportunità di lavorare e continuare a giocare in Lettonia, ma qui abbiamo l’opportunità di stare di più insieme e avremmo anche potuto guadagnare di più”.

Come sarà la vostra vita quotidiana, come affronterete allenamenti, partite e la gestione della bambina?
“Sarà lo stesso: allenamenti, partite, una tata verrà in aiuto, il club di Dita è stato molto disponibile. Emma andrà con sua madre in palestra e lì sarà accudita da una baby sitter. Inoltre, nei giorni in cui sarò libero, ci penserò io. Lo stesso vale con le partite, se non ci sarà la possibilità, una babysitter ci aiuterà. “Abbiniamo” tutto e andrà bene”.

Negli ultimi anni si è spesso detto che quella precedente doveva essere la tua ultima stagione, ma poi si scopre che non è la tua ultima stagione… Allora, quali sono esattamente i tuoi piani per la pallamano?
“A dire il vero non l’ho mai sentita questa, interessante (ride). No, anche se fossi rimasto in Lettonia, l’idea era di giocare sicuramente 2-3 stagioni ancora. Questo per quanto riguarda la carriera nel club, ma il discorso è completamente diverso per quanto riguarda l’esperienza in nazionale lettone. Per il 101% posso dire che questa sarà la mia ultima stagione in nazionale. Cercherò di aiutare il più possibile. Posso anche dire che terminata la mia esperienza in Italia, dopo questa stagione o dopo la prossima non so, allora concluderà la mia carriera. Tornerò in Lettonia per lavorare, non giocherò più a pallamano, ma probabilmente lavorerò nella pallamano in un altro ruolo. Il tempo lo dirà”.

 

 

intervista rilasciata a Handball.lv (sito lettone di pallamano)