LA RESILIENZA DEL CAMERANO. “GUAI A FERMARSI IN QUESTA FASE. ABBIAMO GLI STRUMENTI PER ANDARE AVANTI”.

Tosta e determinata, Rosalba Rubini, vice presidente del Camerano, sta portando con forza e convinzione la sua personale battaglia contro la pandemia. Prima ancora che la Federazione ufficializzasse l’intenzione di introdurre anche in A2 l’obbligo dei tamponi, il club marchigiano aveva già provveduto in proprio. “Questo – osserva Rosalba Rubini – per dare a ragazzi e famiglie un senso di sicurezza. Il fatto che la Federazione attraverso i suoi uffici sia riuscita anche a creare delle condizioni favorevoli non può che rallegrarmi, l’ennesima prova di efficienza”. A lavoro per garantire la prosecuzione del lavoro, conscio delle difficoltà ma anche delle opportunità, il Camerano non arretra di un centimetro. “Fermarci ora – osserva Rosalba Rubini – significherebbe condannare a morte il nostro Movimento ed onestamente rimango basita dalle richieste che in tale direzione arrivano da club o che non fanno più attività o che portano avanti campionati di sere B per i quali non mi pare sia stata prevista una partenza. Mi dispiace – osserva – che si speculi su una vicenda così seria come la gestione della pandemia da parte dei club. Ribadisco il concetto che è poi quello che da più parti, e in particolare dalle famiglie dei più giovani, ci sta arrivando in questa fase: garantendo la migliore sicurezza possibile è giusto non fermarsi e fa bene la Federazione a dotarci degli strumenti necessari per procedere in questa direzione che è poi l’unica se vogliamo continuare a giocare a pallamano”.

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