LA STELLA SUL PETTO, LA SQUADRA NEL CUORE: IL DECIMO SCUDETTO DELLA JOMI SALERNO

La JOMI Salerno ha conquistato il suo decimo scudetto, raggiungendo uno degli obiettivi più prestigiosi: la stella. Un traguardo che segna la storia del club e dell’intero movimento nazionale. Al termine di una stagione complessa e ricca di momenti decisivi, il presidente Mario Pisapia ha condiviso emozioni, riflessioni e prospettive future in una lunga intervista.


«Ancora faccio fatica a mettere davvero a fuoco quello che siamo riusciti a realizzare. È stata una stagione strana, difficile. Ogni anno ha la sua storia, è vero, ma questo scudetto ha un sapore particolare, conquistato soprattutto nella fase finale del campionato.»


Il percorso verso il trionfo è stato tutt’altro che semplice, ma una gara in particolare ha rappresentato la svolta.


«Credo che la scintilla sia scattata in gara 2 contro Pontinia: da quel momento in poi le ragazze, lo staff, tutto il gruppo, sono sembrati completamente concentrati e uniti verso l’obiettivo, come in apnea, fino ad arrivare a queste due partite contro Erice, una squadra temibile e con un roster di grande valore.»


L’anima di questo successo, secondo Pisapia, è nel collettivo, nella coesione di chi ha lottato ogni giorno per un obiettivo comune.


«Mai come quest’anno credo che il merito sia del gruppo e della forza del lavoro di squadra. Per il momento mi basta così, ma credo sinceramente di non aver ancora realizzato pienamente la portata di questo titolo e di ciò che rappresenta.»


Con dieci scudetti in quindici anni, e non solo, la JOMI Salerno ha scritto la storia recente della pallamano italiana. Numeri importanti, che raccontano la grandezza di questo club. Ma come si costruisce e si mantiene nel tempo una mentalità vincente?


«Ogni anno cercando di migliorare quanto fatto in precedenza, a volte persino stravolgendo certezze consolidate o rimettendosi in gioco. E c’è ancora molto da fare, non solo dal punto di vista agonistico, anzi…»


Il decimo scudetto è un punto d’arrivo simbolico, ma anche un punto di partenza per una visione ancora più ampia del progetto sportivo e organizzativo.


«Ora che la stella è conquistata, le ambizioni non si fermano. Il mio primo pensiero è rivolto a come migliorare l’area di mia competenza: l’organizzazione, il coinvolgimento del settore giovanile, il management e molto altro ancora. Se saremo bravi in questo, i risultati arriveranno, e non solo quelli sportivi.»


Infine, un pensiero silenzioso ma denso di significato a chi ha reso possibile tutto questo.


«Non faccio ringraziamenti, perché scriverli qui li renderebbe riduttivi rispetto al valore che hanno davvero. Ci sono tante persone a cui devo dire grazie, per averci supportato… e per avermi sopportato.»