L’appello di Aldo Modica: “Costruiamo un futuro migliore. Avanti Sicilia!”

Avvocato d’azienda, manager turistico e sportivo, già Consigliere Federale nel quadriennio 2008-2012,  Fondatore e presidente dell’Albatro di Siracusa per quindici anni, Aldo Modica ha deciso di rimettersi in gioco, di scendere in campo. Per la pallamano italiana questo è il momento della verità ed è giusto metterci faccia e idee partendo, però, da un presupposto…. “Le prossime elezioni – dice Modica – non devono rappresentare uno scontro tra candidati, un combattimento personale di questo contro quello, ma l’opportunità di scegliere un diverso modello per una nuova partecipazione consapevole alla politica sportiva nazionale, con programmi di sviluppo condivisi, a breve, medio e lungo termine, per la nostra pallamano. Possiamo costruire insieme un futuro migliore”. Lontano da logiche di contrapposizione, Aldo Modica ha condiviso il programma di Pasquale Loria e del “Perimetro” immaginando di poter offrire alla causa comune un importante contributo. “Sappiamo tutti che le vittorie non si comprano, ma si costruiscono, e che la fidelizzazione con gli sponsor si consolida negli anni, ben prima di vincere qualcosa. Ma è proprio nei periodi di crisi economica come questo – aggiunge –  che le attività di comunicazione e marketing vanno ulteriormente consolidate e rilanciate. La pallamano ha grandi possibilità in questa fase di recessione, grazie al suo elevato rapporto di convenienza “qualità/prezzo”, a patto, però, che ogni gara o torneo deve diventare un evento sportivo generalmente attrattivo,  altrimenti continueranno ad interessare a pochi le manifestazioni solo per appassionati ed “addetti ai lavori”. Fondatore dell’Albatro, Modica respinge l’idea dell’ “Uomo solo al Comando”, cosa che ha rappresentato la pallamano nell’ultimo ventennio ed anche per questo spinge la Sicilia a seguirlo. “La Sicilia – dice – è stata, è e dovrà ancora di più essere in futuro uno dei centri propulsori della pallamano italiana, ed ha quindi il diritto/dovere di promuovere e incentivare senza più accettare supinamente un ruolo periferico al margine della circonferenza di un cerchio chiuso (più o meno magico). A venticinque anni dalla scomparsa di Concetto Lo Bello, in questo nuovo millennio appena cominciato, è necessario un nuovo Concetto di pallamano, non per tornare al passato, ma per realizzare le sue speranze, per tornare ad essere arbitri del nostro destino. Dobbiamo riprendere a pretendere di più da noi stessi e dagli altri. Ha ragione chi, come Ralf Dejaco, dice che l’Italia della pallamano ha le potenzialità per essere protagonista a livello internazionale. Ma non basta avere ragione. È necessario che la ragione si organizzi e bisogna farlo ora, senza avere paura del cambiamento”.

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