LE CRESCITA DEI GIOVANI, LA FORMAZIONE DEI TECNICI

di Beppe Tedesco
Ognuno di Noi allenatori deve preoccuparsi della Sua formazione.
Questo però non contrasta con la necessità, per una Federazione, di dare formazione ai propri allenatori.
L’interesse all’aggiornamento delle conoscenze e delle competenze deve riguardare entrambi gli attori: allenatori e Federazione.  L’interesse dell’allenatore deve essere quello di aumentare il proprio bagaglio per poter crescere individualmente e quindi essere pronto alle sfide che lo aspettano, quello della Federazione è conseguenziale perchè con Allenatori migliori può coltivare la speranza di avere sempre migliori squadre e soprattutto migliori giocatori per le Sue Nazionali.
Personalmente ritengo oltretutto che non basti partecipare ad iniziative relative solo allo Sport cui si fa riferimento ma che anzi sia necessario contaminarsi frequentando anche appuntamenti che si occupano di Sport in generale e perché no anche specifici di altre specialità sportive.
Ad esempio è risultata molto interessante, e credo lo sia stato per quasi tutti i presenti, la recentissima partecipazione all’iniziativa della Scuola dello Sport dal titolo “L’alta prestazione inizia dalla corretta preparazione dei giovani”, in cui seguendo  gli interventi di diversi protagonisti in più ruoli dello Sport italiano (Direttori tecnici, Allenatori Nazionali, Psicologi dello Sport) si è avuta la possibilità di riflettere su alcuni aspetti sicuramente importanti per lo svolgimento del nostro ruolo di allenatori, sia per quanto riguarda il compito di allenare  vero e proprio (come far crescere giocatori e squadra) sia per la Nostra capacità di crescita individuale come professionisti .
Relativamente al primo aspetto, e cioè allo svolgimento del ruolo di Allenatore, è stata particolarmente apprezzata la sottolineatura da parte di Julio Velasco del fatto che il “linguaggio dello sport”, cioè Il  modo con cui comunicare con gli atleti, è il linguaggio dell’Immagine e non quello dei concetti. L’utilizzo dei video è qualcosa che ho sempre sostenuto e promosso ma al di là di questa mia inclinazione, è davvero importante per Noi allenatori capire che tante volte esageriamo con le parole e con i concetti. I concetti sono utilissimi da avere nella nostra testa ma non possiamo pretendere che il cervello dei giocatori, nello svolgimento della loro attività sportiva cioè  in gara, funzioni per concetti o possa essere aiutato dalle nostre parole. Il cervello, come ribadito dal “mago” del volley, funziona sulla base dello stimolo che riceve, quindi deve elaborare una risposta in maniera ultrarapida e per migliorare queste risposte confrontarsi con l’immagine di altri giocatori è sicuramente molto più utile di tante parole. Dobbiamo ormai aver recepito che la funzione dei cosiddetti “neuroni specchio” ha un’importanza fondamentale anche nello svolgimento dell’attività sportiva e che questi neuroni si attivano con l’immagine..
Per quanto riguarda l’aspetto relativo alla Nostra crescita personale, altrettanto importante un’altra osservazione di Velasco, relativa a come Noi allenatori ci poniamo quando leggiamo o ascoltiamo qualcosa o qualcuno che parla di argomenti che ci riguardano. Le nostre reazioni possono essere due: sottolineare e ricordare solo le cose che condividiamo o ignorare quelle che sono assolutamente lontane dal nostro modo di operare.
Certamente sentirsi rafforzati nelle cose che già facciamo è importante perché ci fa sentire sicuri ma possiamo davvero crescere se non prendiamo in considerazione le idee diverse dalle nostre ?