Lo Sporting Club Gaeta: tra presente e futuro!

Si è tenuta sabato sul profilo Facebook della MFoods Carburex Gaeta la videoconferenza “Lo Sporting Club: tra presente e futuro!”, una chiacchierata informale, ma propedeutica in cui il Presidente Francesco Antetomaso ed il DS Pierpaolo Matarazzo hanno analizzato i possibili sviluppi ed i tanti scenari che potrebbero evolversi e susseguirsi nei prossimi mesi.
Dopo i classici saluti di rito i due vertici societari hanno confermato il clima di totale incertezza che avvolge l’intero movimento pallamanistico italiano, partendo dall’impossibilità di poter incontrarsi e stabilire contatti se non attraverso i dispositivi tecnologici, fattore che impedisce un dialogo più approfondito persino tra i dirigenti stessi oltre che con gli sponsor, ma anche il fatto che prima di poter parlare della prossima stagione si debba concludere l’attuale.
Impossibile infatti programmare un nuovo anno sportivo senza prima sondare la disponibilità delle aziende che riversano la propria fiducia nel club biancorosso sostenendolo a livello economico, permettendogli così di adempiere agli obblighi e ai costi che richiede un campionato di massima serie.
Quello venturo poi sarà un torneo con maggiori spese visto l’allargamento a 17 squadre che comporterà un aggravio stimato dal Presidente Antetomaso intorno ai 25mila €.
Un esborso ulteriore che andrebbe ad annullare il risparmio di un’eventuale tassazione zero ipotizzata dalla Federazione per venire incontro alle società e permettere loro l’iscrizione alla Serie A1 2020/21.
Atto non scontato e su cui la massima carica del sodalizio pontino ha espresso forte perplessità generale, soprattutto se a livello federale non arriveranno contributi ed incentivi.
Per quanto riguarda l’attività societaria si è sottolineato l’interesse della dirigenza nel lavorare esclusivamente per il bene della disciplina in ambito cittadino, pertanto il DS Matarazzo, in attesa che migliori la situazione sanitaria, ha aperto all’allargamento dell’organigramma indicendo un’assemblea nel mese di giugno (con data ancora da definire), onde cercare nuovi collaboratori che sacrifichino una minima parte del loro tempo libero per far fronte ai numerosi impegni dell’associazione sportiva, affinché continui la gloriosa tradizione dell’handball gaetano.
Una traditio a forte rischio, complice anche un drastico calo dell’interesse verso questa disciplina, dovuto prettamente ad una scarsa cultura pallamanistica delle ultime generazioni causata dall’assenza di una casa, ossia del famigerato palasport che obbliga il Gaeta Sporting Club 1970 a disputare tutte le gare fuori dai confini cittadini. Una piaga che costringe il sodalizio a compiere sforzi dieci volte superiori a quelli delle altre società di Serie A1 e che comporta numerose penalizzazioni anche a livello di budget. All’esborso per la locazione di un impianto di gioco nelle città di Fondi o Pontinia, a secondo della disponibilità, si aggiunge infatti la scarsa visibilità che ottengono gli sponsor locali, sempre meno interessati a sposare un progetto che non gli consenta un adeguato rientro, perciò la mancanza di una stabilità economica.
Un palasport infatti, oltre che a far intraprendere un percorso di fidelizzazione del tifoso e garantire un incasso per coprire parte delle ingenti spese, consentirebbe una corretta e lungimirante programmazione, permettendo la formazione, la cura e la crescita di un settore giovanile da cui attingere i futuri componenti della prima squadra.
In ciò la società biancorossa, consapevole dei numerosi ostacoli burocratici, guarda con fiducia all’impegno con cui si sta prodigando l’attuale A.C. nella speranza che possa cancellare i venticinque anni di immobilismo delle precedenti.
Alle tante problematiche si somma poi l’incredibile ostilità delle dirigenze scolastiche cittadine, restie a promuovere progetti che la nostra società ha invece avviato con successo negli istituti di città limitrofe grazie anche all’impegno profuso dal tecnico Ivano Manzi nel Comune di Itri.
Un’altra piaga è lo scarso appeal mediatico nei confronti di una disciplina che viene etichettata come sport minore, ma che fa parte della cultura gaetana e che nella città cara ad Enea ha scritto pagine di storia che hanno persino varcato i confini del Bel Paese, portando in riva al Golfo trofei nazionali e partecipazioni alle coppe europee.
In conclusione, dando in questo momento assoluta priorità alla salute ed all’economia, il Gaeta Sporting Club 1970 richiede una maggiore vicinanza dei cittadini e delle istituzioni in quanto in questa situazione di assoluta incertezza è molto alto il rischio di non poter adempiere ai costi gestionali pertanto, nella peggiore delle ipotesi, costituirebbe un grave peccato ed una incredibile beffa se con una nuova casa dello sport in arrivo non ci fosse più alcuna società di pallamano attiva.

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