Lopasso sposa il Perimetro: “C’è una passione contagiosa”

Si può dare tutto ad una disciplina per più di vent’anni e non sentirsi ancora appagati? E’ possibile mantenere viva la stessa passione, lo stesso fuoco anche dopo così tanto tempo? Ce lo fa capire Leonardo Lopasso che, dalla sua, ha ventitré anni di agonismo alle spalle e un po’ di titoli….2 Scudetti, 2 Coppe Italia, 56 presenze in Nazionale A, medaglia ai Giochi del Mediterraneo nel 1997 ed insignito della Stella di Bronzo del CONI. Un percorso non da poco e che ha visto due figure in particolare meritarsi una citazione speciale. “Il prof. Rosario Zappa, autentico pioniere della pallamano che mi ha insegnato i primi rudimenti e Vito Bianchi, ex dirigente della Junior Fasano, che mi ha fatto da tutor dai 16 ai 20 anni. Grazie all’amore per la Pallamano sono un uomo migliore. Durante la mia avventura – dice Lopasso – ho incontrato e conosciuto innumerevoli persone di cui custodisco gelosamente il ricordo per non parlare dell’arricchimento umano e culturale che quegli anni mi hanno regalato”. Non solo Sport però per chi, come Leonardo, ha conseguito risultati importanti anche al di fuori dell’attività agonistica palesandone un’apertura a 360° nei confronti dell’attualità e del mondo giovanile:laurea in Filosofia, Master in Management dello Sport, due abilitazioni all’insegnamento, e varie pubblicazioni. E’ passato da una scrivania, come consulente di Management e Marketing sportivo per un’azienda dal 2000 al 2006, ad una cattedra da professore di ruolo alle superiori. Lopasso fa parte della squadra che fa capo a Pasquale Loria che il prossimo 12 marzo proverà a conquistare la vittoria alle elezioni Federali : “Ho aderito con grandissimo entusiasmo – dice – riconoscendo al gruppo di lavoro passione, grande competenza e tanta umanità. In questi mesi mi sono occupato dello studio delle tutele degli atleti che vestono la maglia azzurra, e a tal proposito abbiamo messo a punto un progetto per gli atleti- studenti, in collaborazione con il MIUR, e un progetto previdenziale per quelli della senior, al fine di creare un “professionalismo di fatto”, conservando l’aspetto giuridico del dilettantismo della nostra disciplina. L’intento è quello di creare disponibilità (per stage, tornei e programmi di allenamento) e serenità per il futuro degli atleti che onoreranno la maglia azzurra (troppo spesso capita che ci si dimentica di chi a dato tanto per la nostra pallamano)”. Un fine di tutto rispetto per chi la pallamano vuole farla rinascere. E poi c’è l’Europa, croce e delizia. Così lontana ma mai dimenticata. Cosa fare? “Bisogna correre. Per il futuro non c’è alternativa. Siamo indietro e dobbiamo accorciare il gap con l’Europa che conta. Il Perimetro ormai è una vera e propria comunità che ama questo sport, aperta a tutti e a tutti i contributi, diventa l’unico orizzonte possibile”. Per rispondere alla domanda con cui abbiamo aperto la nostra intervista, bene la risposta è SI.

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