Loria, i miei primi 30 giorni

E’ trascorso appena un mese, sembra un’eternità. Esattamente un mese fa la pallamano italiana, dopo il ventennio purromutiano, decideva di voltare pagina affidando a Pasquale Loria il compito di reggere le sorti della FIGH. Un successo netto e indiscutibile quello riportata dal candidato del “Perimetro”, reso ancor più eclatante dalla contestuale vittoria di tutti i candidati al Consiglio Federale. Un “cappotto” in piena regola che, da una parte, ha premiato lo sforzo e l’impegno del Movimento che si contrapponeva all’asse Purromuto – Lo Duca (il primo ritiratosi in assemblea e il secondo incautamente e ingiustamente mandato al “massacro” ndr) e dall’altra ha caricato di grandi responsabilità e aspettative la nuova squadra di Governo. “Proprio così – esordisce Loria – il passaggio dalla campagna elettorale al governo è stato rapidissimo, il tempo necessario per salire in corsa su una macchina già in moto e cominciare a guidarla secondo quelle che sono le nostre idee”. Appunto, le idee, il cambiamento in corso d’opera. “Di questo se ne discuteva prima delle elezioni – prosegue – quando avevamo di fronte due opzioni in caso di vittoria: lasciare tutto così com’era e quindi aspettare, gestire una stagione già abbondantemente cominciata, oppure provare a correggere da subito qualcosa, assumerci la responsabilità del mandato conferitoci dagli elettori che chiedevano un cambio di passo, un cambiamento rispetto ad un cliché mummificato, fermo e immobile da troppo tempo. Sarebbe stato comodo – aggiunge – salire sul ponte della nave e dire che non era colpa nostra se le elezioni si erano tenute solo a marzo e che quindi bisognava aspettare la prossima stagione per cambiare qualcosa, etc. etc. Troppo comodo, un esercizio che non ci appartiene. Noi – puntualizza – vogliamo cambiare le cose, siamo stati scelti per questo e come avviene in qualsiasi ambiente quando si decide di cambiare bisogna assumersene fino in fondo la responsabilità. Troppo comodo mantenere la posizione, dire che la colpa è degli altri, di chi ci ha preceduto e tirare a campare….”. Molte cose sono già cambiate, soprattutto molte figure sono state avvicendate (“il tempo dirà se i nuovi sono stati più capaci di chi li ha preceduti”) e non sempre le novità proposte sono state favorevolmente recepite. “Immagino stia alludendo al cambio della formula della Finale Scudetto Maschile? ” Proprio così. “Mi sembra giusto chiarire. Non vi è stato nessun cambio di regole come erroneamente si è detto e scritto, questo sarebbe accaduto se l’assegnazione del titolo prevista su tre gare fosse stata mutata con l’abolizione di gara 3, ma ciò non è stato. Per vincere lo scudetto 2016/17 occorrerà prevalere in una serie di 3 partite così come previsto dal Vademecum. E’ cambiata – aggiunge – la sede della eventuale gara di spareggio che non si disputerà più su un campo neutro, magari equidistante dalle sedi delle squadre finaliste (la vincente della semifinale tra Bolzano e Carpi e la vincente della semifinale tra Junior Fasano e la “migliore“ seconda) ma sul campo della finalista che avrà ottenuto il miglior score nelle due gare precedenti qualora queste non fossero bastate a decretare la squadra Campione d’Italia. Miglior score calcolato con l’applicazione del regolamento federale ed europeo e soprattutto certezza che le due Finali saranno tirate fino all’ultimo secondo perchè ognuna delle squadre in campo giocherà sia per il risultato, sia per guadagnare, eventualmente,  con le proprie forze il diritto a giocare tra le mura amiche la gara tre. Agonismo e spettacolo puro, autentica manna per la pallamano italiana ”. Perché non il campo neutro? “Semplice, perché la nuova strategia di comunicazione perseguita dal Consiglio Federale, già evidente nei fatti come dimostrato dalle dirette televisive in chiaro su Sportitalia delle Finali di Coppa Italia di Fondi e Bressanone e della gara tra Italia e Serbia di giugno, operazione resa possibile grazie ad un semplice spostamento di poste già previste in bilancio per la comunicazione, prevede la valorizzazione degli eventi così come da sempre invocato dalla base. Per quanto ci riguarda la Finalissima è un evento, anzi l’Evento per antonomasia di un movimento che, alla luce di un probabile accordo televisivo, mal si presterebbe a essere trasmesso in chiaro, su un campo neutro dove difficilmente si concretizzerebbero le condizioni di uno scenario di pubblico adeguato all’importanza della posta in palio. Mi preme anche precisare – conclude Loria – che per questo motivo l’eventuale gara 3 si dovrà disputare in un impianto con le caratteristiche stabilite dallo stesso Vademecum per le finali di campionato e quindi adatto alle riprese televisive e sufficientemente capiente per consentire anche la partecipazione dei tifosi della squadra ospite. Credo – conclude il Presidente della FIGH – che una delle mission più importanti di una Federazione sia proprio quella di promozionare al massimo il proprio sport e sotto quest’aspetto siamo certi di aver agito nella giusta direzione. Ma questo è solo il primo passo di quella che sarà, spero, un’autentica rivoluzione. La pallamano deve uscire presto dal recinto nel quale è stata per troppi anni rinchiusa e sotto quest’aspetto credo che sarà importante anche la pubblicazione del nuovo Vademecum programmata per metà maggio e non in estate così come troppe volte avvenuto in passato”.

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