Maglia azzurra: ora il lavoro costa meno…e migliorano i risultati

L’asset principale di una Federazione Sportiva riguarda l’attività delle rappresentative nazionali. La Maglia Azzurra nell’immaginario collettivo, ma anche nella pratica di tutti i giorni, è elemento trainante per qualsiasi sport basti pensare, ad esempio, al boom della pallavolo in Italia dopo i primi, grandi, risultati ottenuti dalla Nazionale di Velasco…. Ovvio, non è sufficiente scendere in campo e giocare per accrescere il proprio appeal ma è fondamentale anche ottenere risultati di prestigio, vittorie anche perché non esiste un nesso diretto tra gli investimenti e i successi, leggasi Italrugby… Bene, per le attività delle Nazionali Senior (maschile e femminile), a fronte di un notevole aumento di giorni di stage (46 giorni complessivi nel 2016 e 118 giorni nel 2018/19 ndr), il costo in seno al bilancio federale è rimasto sostanzialmente invariato: 950.000 euro per il 2018/19, mentre erano stati 947.852,50 nel 2106. In “soldoni” si lavora di più spendendo gli stessi soldi! Ancora più significativo è lo sforzo prodotto dalla Federazione Nazionale per le Rappresentative Giovanili. Le “speranze” del Movimento azzurro hanno visto aumentare di circa un terzo l’investimento economico che nel 2016 era stato di 477.229,56 euro; raddoppiati di conseguenza anche i giorni di stage (49 giorni nel 2016 e 111 nel 2018/19). Cosa ha prodotto in termini sportivi questo massiccio investimento federale in termini di risultati? Anche in questo caso bisogna fare valutazioni oggettive, scevre da partigianerie diffuse. La senior maschile ha finalmente raggiunto uno standard ben superiore alle aspettative e non a caso, a gennaio, in occasione del girone di qualificazione ai Mondiali, gli Azzurri scenderanno in campo con la consapevolezza di poter battere la Romania cosa che puntualmente avviene a livello giovanile (Under 20) dove l’Italia è unanimamente riconosciuta come una delle più belle realtà continentali….Discorso diverso per la senior femminile che sul piano dei risultati è in chiaro regresso rispetto al precedente biennio. A parziale scusante della “Quota Rosa” concorrono due fattori, ovvero il progressivo disimpegno di alcune delle “veterane” e il necessario quanto opportuno ringiovanimento del roster, valutazione incoraggiata anche dai brillanti risultati ottenuti dalla Nazionale Under 17 protagonista di una sorprendente e repentina crescita, conseguenza immediata e diretta dei tanti stage sostenuti.