Si riparte dall’incubo rumeno, da quel 44 a 25 dello scorso 14 giugno, che ha drammaticamente messo a nudo le debolezze della Nostra Nazionale maggiore. Riaffronteremo i romeni, in casa loro, il 7/8 novembre per la seconda gara del girone di qualificazione ai Mondiali francesi del 2017. La partita in Romania sarà preceduta, di qualche giorno, dall’esordio casalingo contro la Finlandia. Ad inizio 2016 (6/9 gennaio) il doppio confronto con l’Austria, poi i match di ritorno in Finlandia ed in casa contro i rumeni a metà gennaio. Passa solo la prima, che dovrà poi spareggiare per la qualificazione in un secondo turno (Play-off) nel quale scenderanno in campo le big, ad eccezione dei campioni in carica e il paese ospitante della Francia e delle prime tre classificate di Euro 2016 che si svolgerà in Polonia. Qualificazione impossibile, passaggio del turno difficilissimo alla luce dell’unico posto disponibile e dei recenti precedenti contro la Romania.
Tappa di trasferimento, dunque, per la Nazionale che sarà guidata ancora da Fredi Radojkovic coadiuvato da Fabrizio Ghedin, per tentare di sperimentare nuovi percorsi che possano permettere di competere più ad armi pari con i temibili avversari del girone. In teoria dovremmo giocarcela con la Finlandia, più volte incontrata lo scorso anno in test matches in fin dei conti equilibrati, difficile il confronto con la Romania, dalla quale dovremo cercare di prendere un distacco minore rispetto all’ultima volta, difficilissimo, sulla carta, il confronto con gli austriaci, favoriti del girone.
Per ripartire sicuramente è necessario non buttare quanto fatto lo scorso anno, soprattutto in termini di stage ed inserimento dei giovani, di contro occorre fare scelte chiare e sostenibili fin dal primo momento, visti gli errori di valutazione che hanno caratterizzato la scorsa stagione. Puntare tutto su Tokic e Skatar non è stata un’idea felice, i due hanno partecipato poco alla fase di preparazione ed hanno abbandonato la truppa alla vigilia degli impegni ufficiali, quando sarebbe stato difficile e probabilmente anche inutile sostituirli con qualcuno di quelli, a nostro avviso, troppo frettolosamente scartati. Ci riferiamo chiaramente al duo “lussemburghese” Volpi-Marrochi, che avrebbe potuto, gestito diversamente, portare qualche contributo tecnico e fisico alla causa Nazionale. Recuperare la disponibilità dei due non sarebbe una cattiva idea per ripartire. A loro potrebbe aggiungersi il talento mancino di Gaeta, naturalizzato convocabile, troppo poco considerato dallo staff azzurro che gli ha sempre preferito prima Taurian e poi Rubino. Poi ci sarebbe da inserire un portiere di personalità e presenza fisica capace di supportare Sampaolo, considerando che Fovio è oggettivamente in avanti con gli anni e che i giovani (Rizzo in testa) sono ancora troppo acerbi per rappresentare delle vere alternative al titolare. Quattro innesti che potrebbero contribuire a portare nuova linfa alla struttura di base della Nazionale formata da Sampaolo, Radovcic, Vaccaro, Sonnerer, Sporcic, Turkovic, Venturi e dal capitano Maione.
Capitolo giovani. Non va disperso il lavoro fatto l’anno scorso e quindi vale la pena continuare a dare spazio a quei ragazzi che ben hanno figurato negli stages di preparazione susseguitisi durante tutta la stagione appena archiviata: Stabellini (ora a Pressano), Moretti (Cassano), Sperti e Parisini (del Carpi), il già citato Rizzo (anche lui a Carpi), Dapiran (Trieste) e qualche altro come Recchiuti ed Aragona freschi di titolo Under 20 a Gaeta e trasferitisi in blocco nella neopromossa Malo, senza dimenticare che in Francia gioca un pivot di belle speranze come Colasuonno. Il tutto in attesa della crescita dei giovanissimi 1998/99, la miglior classe di età, a detta di molti tecnici, degli ultimi anni. Andrebbero seguiti, ben supportati e fatti giocare in giro per l’Europa e non, con tutto il rispetto, una settimana ad Alcamo, una a Conegliano e l’altra a Cingoli o giù di li.
Capitolo naturalizzati. Servono perché nell’immediato occorre migliorare i risultati ed alcuni di loro, già pronti ed utilizzabili, potrebbero tornare più che utili in quest’ottica (Basic, Ilic). Servono in proiezione futura perché qualche giovane forte, già in Italia, naturalizzato o naturalizzabile, potrebbe coprire le troppe lacune del vivaio italiano, pensiamo a Bertolez, ma anche a Starcevic ed Jurina.
Capitolo campionato. Non possiamo parlare di Nazionale e di prospettive sottacendo il grande problema rappresentato dal nostro campionato maggiore, per qualche anno ancora prigioniero di un format e di una formala “assurda” che non permette di giocare, soprattutto nella prima fase, partite equilibrate e combattute e che disperde troppo il patrimonio tecnico nazionale non favorendo l’aggregarsi nelle piazze più competitive ed organizzate dei giocatori migliori e dei giovani talenti.

