Illustre prof. Lo Duca, ho letto con attenzione, più volte, la Sua intervista e istintivamente ho deciso di comunicarLe le mie riflessioni in merito. Sono stato indeciso se farlo in privato, ma poi, siccome stiamo parlando della Nostra Pallamano, mi è parso naturale farlo pubblicamente, rendendo noto a tutti il mio pensiero, in linea con lo stile trasparente che sta guidando la mia iniziativa elettorale. La stima per quanto ha rappresentano e tuttora rappresenta per la Pallamano Italiana risale agli albori degli anni ottanta, quando mi avvicinai a questo bellissimo sport anche grazie al Suo Cividin, all’epoca delle sfide con Scafati. Sono passati trent’anni e per me rimane un onore parlare di Pallamano con Lei. Ciò nonostante mi permetto di non essere d’accordo su diversi passaggi, in primis sull’oramai stucchevole richiamo alla crisi per spiegare la decrescita del Nostro Sport in Italia. Le ragioni sono più articolate e complesse, lo sappiamo entrambi e lo sanno anche coloro che leggono. Su un punto, invece, vorrei approfondire, cioè quando Lei dice che se si lavora per dividere, allora non va bene. Siamo perfettamente in linea, tant’è che il mio lavoro e quello delle persone che mi stanno supportando è orientato solo ed esclusivamente a questo: a riunire un Movimento purtroppo “diviso”, a dare una prospettiva ad un ambiente depresso e sfiduciato. Da questa considerazione parte il concetto del “Perimetro”, che non è il recinto dei sostenitori di Loria, che qualcuno addirittura descrive come senza programmi e animati solo da sete di vendetta, ma il “Perimetro della Pallamano”, all’interno del quale ci sono Tutti quelli che fanno Pallamano, quotidianamente con passione e competenza. Lei sta nel “Perimetro”, caro Prof., mi permetta la confidenza, tanto che io non aspetto altro che poter portare avanti il mio Programma e tenere fede ai miei Impegni supportato anche dai Suoi preziosi contributi e consigli. La mia Squadra ed io lavoreremo per Tutti e con Tutti quelli che fanno Pallamano, che vivono per questo sport e che hanno a cuore la sua crescita e affermazione. Siamo in molti, Le assicuro, abbiamo voglia di riuscire e Lei per noi è un Padre Fondatore, dei Suoi consigli faremo tesoro. Ho provato mesi addietro a stabilire un contatto con Lei per illustrarLe i miei propositi, le idee, il Programma (perché c’è e lo conoscono oltre l’80% delle società, nonché moltissimi tecnici ed atleti contattati direttamente ed incontrati personalmente in questo anno e mezzo), ma probabilmente era presto, ora mi auguro che questo incontro ci sarà. Si accorgerà che il mio gruppo ed io non siamo contro nessuno, ma per la Pallamano, che abbiamo idee, progetti, passione e, mi permetta, competenze, non abbiamo “vendette” da consumare (ma poi quale rabbia? Io, come Lei, dalla Pallamano ho ricevuto solo cose belle, soddisfazioni e successi, mi fa sorridere immaginare che qualcuno possa pensare a me arrabbiato e vendicativo), ma energie da mettere in campo, non vogliamo escludere ma unire, abbiamo solo la consapevolezza che ogni stagione ha i suoi protagonisti e ogni protagonista la sua stagione.

