Parla Cirillo, l’accusatore del sistema

Avvocato Cirillo, lei ha presentato un esposto alla Procura del CONI, poi è stato squalificato per 10 mesi dal Tribunale federale FIGH perché dalla sentenza si evincerebbe che l’impianto accusatorio sarebbe fasullo e che lei non conoscerebbe nemmeno le regole del gioco della pallamano, Oggi poi sulla Gazzetta dello Sport è uscito un pezzo sulla vicenda, che ha da dire.

Prima di tutto tengo a chiarire che non ho presentato l’esposto per finalità di natura elettorale, come anche il pezzo della Gazzetta farebbe intendere, non partecipo a nessuna campagna ed il fatto che un candidato (Pasquale Loria ndr) sia mio concittadino, rappresenta una banale strumentalizzazione tendente a sviare la sostanza dei fatti. Le motivazioni sono ben esplicitate nella premessa dell’esposto. Volevo iniziare con la mia associazione, che opera nel sociale, una attività sportiva in favore dei giovanissimi ed avevo anche un progetto rivolto ai minori immigrati, avevo individuato la pallamano perché è uno sport che mi piace, è conosciuto in città ed oltretutto ritenevo fosse molto adatto per le finalità che mi ero proposto. Non ho trovato nessun aiuto nella struttura federale, anzi hanno rifiutato la mia iscrizione al campionato Under 12 per un cavillo relativo alla causale di imputazione di un versamento di 5 euro. Mi sono detto una Federazione così rigida farà rispettare le regole a tutti i livelli, invece…

Invece?

Ho fatto qualche indagine personale, sono avvocato e giornalista, evidentemente ho una deformazione professionale, mi sono accorto dai comunicati ufficiali che qualcosa non quadrava nell’organizzazione dell’attività under 12 in Campania. Vi pare possibile che in una scuola a Marano di Napoli ci siano ben 11 società che svolgono un campionato tra di loro mentre le altre società della regione sono costrette a viaggiare tutto l’inverno per portare sui campi bambini di 10, 11, 12 anni a centinaia di chilometri di distanza nei gironi infrasettimanali? A me no, ho preso informazioni e ho scoperto le cose che ho riportato nell’esposto e che dimostravano chiaramente che le partite erano svolte in maniera irregolare ovvero non erano disputate affatto. Ho allegato un resoconto fotografico e una relazione investigativa di soggetto autorizzato.

Ma si afferma che lei non conosca neanche le regole del gioco, in quanti giocatori si gioca a pallamano?

Guardi penso sia irrituale, questo si, che un Tribunale federale inserisca un’affermazione del genere in un dispositivo di sentenza. A pallamano si gioca in sette persone in campo, se poi avessero approfondito i riscontri fotografici e le relazioni investigative, avrebbero scoperto che regolarmente le squadre di Marano erano composte da 4/5 bambini e che durante la gara spesso i partecipanti si scambiavano la maglietta, passavano da una squadra all’altra in conseguenza del fatto che qualche mamma arrivasse a prelevare il proprio figliolo. Non mi pare che questa modalità sia contemplata dai regolamenti federali.

Nella sentenza si dice che lei non ha collaborato alle indagini, non rispondendo alle convocazioni della Procura federale e questo dimostrerebbe altre finalità della sua denuncia, che dice in merito?

Dico che anche su questo punto trovo incredibile che un Tribunale riporti argomentazioni e supposizioni del genere in un dispositivo di sentenza. Sono stato convocato, è vero, ma io ho fatto l’esposto al CONI come organismo di controllo, non alla Federazione pallamano. Irrituale? Può darsi, ma dal Procuratore Generale dello Sport sarei andato di sicuro.

Farà appello?

Guardi non sono tesserato al momento ma penso che proporrò appello. Ma non solo. Tra poco ricominceranno i campionati e monitorerò da cittadino alcune situazioni, se ci saranno gli estremi mi rivolgerò anche alla giustizia ordinaria. 

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