Per rigore professionale, pubblichiamo…

Avendo ricevuto, in data 28 settembre 2020, ore 21.47, dal signor Marzio Carrano, richiesta di “replica” al nostro articolo dal titolo “Dalle società agli atleti fantasma. I casi di Lazio e Campania” pur non avendo ricevuto il testo, ma avendolo riscontrato su altro sito ma a noi indirizzato, per eccesso di zelo e la disponibilità e la correttezza che ci contraddistingue, pubblichiamo integralmente.

 

Gentili sig.ri della Redazione Handballtime,

ho avuto il piacere di poter scorrere, leggere ed approfondire il vostro “brillante” articolo sulle candidature dei rappresentanti degli atleti per il Lazio e la Campania dall’intrigante titolo, degno dei migliori film horror, che ben rappresenta il contenuto partendo dal suo “firmatario”.

A tal riguardo mi paleso e mi presento in carne ed ossa, non come “eterea” figura decantata, all’arguto e attento ( ma anche anonimo) “firmatario” dell’articolo pubblicato sulla vostra rubrica qui riportato e linkato “https://www.handballtime.it/dalle-societa-agli-atleti-fantasma-i-casi-di-lazio-e-campania/”.

Sono Marzio Carrano, atleta “fantasma” nonché “carneade” ed “evergreen (senza squadra)”, che nella mente approssimativa, fantasiosa e superficiale del “reale impalpabile firmatario”, probabilmente ispirato da una onirica musa di questi primi giorni autunnali,  presenta un immotivato, ingiustificato, nonché denigratorio articolo riferito esplicitamente alla mia persona, senza che “lui o lei” (questo non è dato saperlo) abbia mai avuto il piacere di incontrarmi.

La prassi giornalistica, se volessimo spingerci ad aggettivare l’autore come tale, implica un approfondimento concreto e veritiero della notizia che si vuole rappresentare. Probabilmente anche questo tema è sconosciuto all’autore che per pudore o inconsapevolezza rimane nell’anonimato, quasi un “fantasma”.

Sono invece sorpreso, dell’avallo del direttore e di come possa aver autorizzato la pubblicazione di questo articolo. Ne deduco che, mancando il reale responsabile, sicuramente chiamerò il direttore della testata alla responsabilità di quanto riportato nel testo anonimo.

Fatta questa doverosa premessa, prodromica a successive missive meno romanzate, mi soffermerei su alcuni elementi concreti che l’attento autore dell’articolo non ha menzionato.

La sua attenzione si è concentrata su due specifici atleti: Carrano e Rapa, rispettivamente anno 1975 e 1976. Probabilmente la sua unica fonte di informazione pubblica è stata la pubblicazione della lista degli atleti circolare n.52 della FIGH, dove sono riportati tutti i candidati. Peccato che all’autore sia sfuggito il fatto che ci sono ben ulteriori dieci Evergreen,  innominati nell’articolo, ma presenti nelle liste dei candidati in altre regioni. Riporto solo alcuni esempi:

  • Sicilia, ben 3 candidati rispettivamente 1962,1974, 1976
  • Sardegna 1978
  • Piemonte 1977
  • Lombardia 1975
  • Liguria 1965
  • Emilia Romagna 1968 e 1977
  • Campania 1978

Come dimostrato, per rispetto degli atleti non riporto i nominativi in quanto già pubblici, anch’essi non sono decisamente giovanissimi seppur giovani.

La vera domanda è: per essere candidato alla rappresentanza di una categoria si deve essere giovani, c’è un limite di età? Sinceramente questo nelle righe del regolamento delle candidature non è riportato. Altra domanda: ma per essere rappresentati di una categoria bisogna essere atleti affermati? Anche qui non vedo alcuna indicazione nei regolamenti. Magari l’intento dell’articolo è tutt’altro.

Credo che la deriva dell’ipocrisia irrazionale finalizzata a banali ed infimi interessi personali stia portando lo sport della pallamano alla deriva.

La mia esperienza da professionista della pallamano si è conclusa, per mio volere, all’età di 21 anni dopo aver militato in serie B e A2 in quanto non perfettamente conciliabile con il mio percorso di studi universitario nella facoltà di Ingegneria. La passione e il desiderio di rivivere le emozioni di questo stupendo sport, mi ha spinto a ritornare in campo militando in squadre Master e partecipando a campionati EHF internazionali, visto che qui in Italia, se non sei più giovanissimo, lo sport è interdetto anche se fisicamente puoi dare moltissimo.

La mia candidatura, maturata per spirito meramente altruistico, voleva supportare quel senso critico costruttivo necessario ad una crescita doverosa di questo sport.

Purtroppo l’innominato giornalista si concentra nel denigrare la mia figura di candidato, senza alcuna sostanza né cognizione di ciò che riporta, prestando il fianco alla candidatura di  giovani e prestanti atleti, ma probabilmente privi di quella necessaria esperienza e determinazione per svolgere il ruolo chiamati a ricoprire.

FIRMATO

Dott. Marzio Carrano   (fonte lettera Regola 19)

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