Podini da Rio: i Giochi da illusione ad obiettivo

Un po’ di Pallamano Italiana ai Giochi Olimpici, purtroppo non sul parquet della Future Arena di Rio de Janeiro dove si affronteranno le Nazionali più forti del Mondo per contendersi il trofeo più ambito, la medaglia d’oro olimpica, ancora per qualche settimana appesa al collo dei giocatori e delle giocatrici di Francia e Norvegia, ma tra i boulevard della Capitale Carioca, dove la Pallamano italiana sarà idealmente rappresentata da Stefano Podini, imprenditore di successo e “anima” della SSV Bozen, ex giocatore di buon livello e, recentemente, promotore della prima Academy italiana. Podini, collezionista di fiaccole olimpiche, che fanno bella mostra di se in un salone della holding di famiglia, anche in questa occasione, come da tradizione, percorrerà 100 metri della staffetta universale che varcherà, il prossimo 5 agosto (nella notte di sabato 6, in Italia), la Porta di Maratona e porterà la fiaccola sul tripode di Olimpia. Prima della partenza lo abbiamo raggiunto per una breve ma significativa intervista.

Podini, cosa sono i Giochi Olimpici per uno sportivo ?

Il massimo traguardo per chi fa sport, l’esaltazione del percorso di vita sportiva di un atleta e non solo, per tutti coloro che si occupano ed operano nell’ambito sportivo.

La pallamano italiana ai Giochi, un’illusione o un obiettivo ?

Per noi italiani è stata sempre un’illusione ma dovrà diventare un obiettivo, per forza, anche in considerazione del fatto che Paesi che 10/15 anni fa erano al nostro livello e con i quali ce la giocavamo (Francia e Spagna su di tutti) ora non solo partecipano stabilmente ma vanno regolarmente a medaglia. Senza dimenticare che altri Paesi più piccoli di noi come Slovenia e Islanda sono in grado di portare le proprie nazionali ai Giochi.

Tre flash/proposte/interventi per intraprendere finalmente il cammino tecnico ed organizzativo per arrivare alla partecipazione ai Giochi olimpici

Un primo passo lo abbiamo fatto con l’Academy a Bolzano, l’obiettivo primario deve essere portare i nostri atleti da giovanissimi a confrontarsi con altre realtà, con i loro coetanei in altri paesi. Contemporaneamente in Italia dobbiamo mettere in campo interventi per allargare la base e poi per elevare la qualità tecnica. Dobbiamo sostenere ed incentivare  i nostri atleti ad andare a giocare in campionati importanti dove non possono che rinforzarsi e portare a casa nozioni tecniche fondamentali per la crescita della nazionale italiana.

Le prossime elezioni federali, lei si è già esposto in favore del cambiamento, pensa che ci siano le condizioni per “voltare pagina” ?

In maniera serena dobbiamo avere il coraggio di guardare alle nostre capacità e dopo venti anni di una certa politica è giusto e corretto che inizi un nuovo periodo e quindi non vedo niente di drammatico, di azzardato e di insensato cercare di convincere i veri attori della pallamano italiana a cambiare passo e dare una svolta alle politiche, ai progetti e agli ideali che ognuno di noi ha per dare una scossa al Movimento.

A Rio sicuramente avrà modo di scambiare qualche impressione con i vertici dell’Handball internazionale, cosa dirà loro della Nostra Pallamano ?

La fortuna vuole che i vertici della pallamano mondiale stiano in Europa e io ho frequenti contatti con queste persone. Conoscono benissimo la nostra situazione e soprattutto la voglia di gran parte del Movimento di cambiare e la appoggiano. Il desiderio sarebbe avere l’Italia nell’elite europea perché noi rappresentiamo un Paese con grandi tradizioni sportive e un mercato importante per lo sviluppo commerciale delle competizioni europee.

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