Radoi: falsa partenza

Primo test amichevole dell’anno per la Nostra Nazionale femminile, risultato da brividi: 71 reti al passivo in 120 minuti, una ogni 100 secondi circa, a fronte di 36 gol fatti, uno ogni 3 minuti e 20 secondi, contro un avversario di grande prestigio, ma non mostruoso, che dovrร  sudare le proverbiali sette camicie per superare il turno di qualificazione in Champions League opposto a Larvik, Rostov Don e Baia Mare.
Con queste prospettive il doppio confronto di inizio ottobre con Repubblica Ceca e Serbia si prospetta come un Col d’Izoard inscalabile.
Le dichiarazioni della signora Radoi dopo il secondo match non nascondono lo stato d’animo turbato, ma da sportiva navigata ha scelto di consegnarsi all’evidenza senza arrampicarsi sugli specchi delle giustificazioni, ma parlando di lavoro e futuro. Tutto giusto, tranne che la signora Radoi giustamente ha omesso di dire che quello appena iniziato รจ il quinto anno di futuro (Futura) e la circostanza che lei sia arrivata da una settimana, non puรฒ riportare le lancette al tempo zero. Ma tant’รจ, archiviata la posizione della neo tecnica perchรฉ oggettivamente non ha commesso il fatto, la veritร  รจ che nello sport moderno raramente, solo in pochissimi casi, particolarissimi, le Squadre Nazionali non sono lo specchio dei Campionati Nazionali e del loro livello di competitivitร . Non รจ il caso del Nostro Campionato e della Nostra Nazionale, l’uno e l’altra sistematicamente e pervicacemente depauperati da quattro lunghe stagioni durante le quali il Progetto Futura ha bruciato tutto: giocatrici, allenatori, soldi, ambizioni dei Club, eccellenze giovanili, mettendo definitivamente in ginocchio un movimento giร  fragile sia sotto il profilo qualitativo, sia per i numeri in campo (poche giocatrici, pochi soldi, pochi Club). Come detto in un altro redazionale di presentazione dei campionati, in dieci anni il movimento femminile ha lasciato sul campo 35 societร , di cui almeno 20 nell’ultimo quadriennio, nello stesso periodo Futura ha utilizzato circa 40 atlete, solo 13 sono oggi in rosa (di cui tre portieri), selezione naturale? Forse. Oppure bulimia tecnica? Piรน probabile. Tra le atlete uscite dal percorso alcune non giocano piรน bloccate dai parametri di svincolo, altre sono rientrate nel circuito del campionato non senza difficoltร . Oltre 10 i tecnici supplenti del sig. Trespidi sulla panchina Azzurra, segno quanto meno di discontinuitร  tecnica, risultati zero, se non qualche buon passaggio sulla spiaggia tra cui le ultime medaglie: bronzo (pesante) agli Europei e oro (leggero) ai MBG. Ma, non dimentichiamolo, gli obiettivi dichiarati, che hanno giustificato l’extra budget tuttora garantito dal CONI, non erano una Nazionale di Beach competitiva, ma Rio 2016, ovvero in subordine una qualificazione mondiale o europea che mancano da sempre. Il tutto, per concludere, in barba di un movimento maschile altrettanto debole ma almeno non cosรฌ asfittico nei numeri di base.