“Repubblica” celebra la Francia! Nel ’97 l’Italia ci perdeva di misura…

Finalmente un articolo che esalta la pallamano sul prestigiosissimo e diffusissimo sito on line di Repubblica. Finalmente! Una cosa da sbattere in faccia a chi ancora storce il muso quando si parla di pallamano, un articolo da esibire con fierezza agli “amici” del basket, piuttosto che del volley o del rugby. “Noi non siamo la cenerentola dello sport Mondiale! Siamo una potenza”. I numeri, le cifre sciorinate da Repubblica ci fanno brillare gli occhi, alimentano la passione da tempo accesa, ci consacrano. “Un successo (quello della pallamano)si scrive nell’articolo – che sta cominciando a diventare importante anche dal punto di vista economico. Lo dimostrano i numeri del mondiale in corso: dieci anni fa, i contratti di sponsorizzazione in Europa non superavano i 3 milioni di euro, l’anno scorso sono arrivati a 9 milioni. Il colosso tedesco della grande distribuzione Lidl ha appena firmato un contratto per dare il suo nome al campionato di serie A francese per i prossimi quattro anni. La stessa Lidl è capofila degli sponsor per il mondiale in corso, assieme a Caisse d’Epargne, Eden Park e Renault. Complessivamente, sono entrati nelle casse degli organizzatori 30 milioni, quando erano soltanto 9 due edizioni fa del mondiale. E’ vero che il 67% delle entrare è ancora coperto dai biglietti, ma anche sotto questo punti di vista si tratta di un successo di pubblico già confermato dalla prevendita dei prossimi mondiali che si terranno in Germania, che hanno già toccato quota 450mila…”. Partendo dal boom che sta facendo registrare – sotto ogni aspetto –  il Mondiale che si sta disputando in Francia, l’articolista, esalta la bellezza e la straordinaria espansione della Pallamano. Ecco, finalmente, giustizia è fatta! Poi, proseguendo nella lettura, man mano che ci si avvicina alla fine, ecco che la fierezza lascia il posto all’amarezza, ritorna l’angoscia.  “E l’Italia? – si chiede legittimante Repubblica.it –  Dalla sua, la federazione può giustificarsi con il fatto di essere nata da poco (ha appena celebrato i 45 anni di attività) e di scontare una carenza di palazzetti: a causa delle dimensioni del campo di gioco (20 per 40 metri), la maggioranza dei palazzetti dove si gioca a basket o a pallavolo non sono in grado di ospitare partite ufficiali. Manca di tradizione e di successi sportivi: l’unica partecipazione degli uomini a un mondiale è stata nel ’97 e dal 2005 non riesce a superare la prima fase di una qualificazione. Inoltre, il fatto che il movimento sia rimasto a livello dilettantistico non spinge di certo i giovani, una volta usciti dal periodo scolastico a dedicarsi a questo sport. Ma qualcosa sta cambiando. I tesserati, anno dopo anno, sono in costante aumento. E i miglioramenti si intravedono anche a livello di nazionale: a fine 2016, i maschi hanno da poco ottenuto il pass per accedere ai play off che qualificano al prossimo Europeo (rete all’ultimo minuto contro Lussemburgo), mentre le ragazze (battendo il Portogallo) andranno ai play off per i mondiali in Francia…”. L’articolo si chiude, giustamente, dando risalto agli ultimi, brillanti, risultati conseguiti dalle Nazionali (ci sarebbe anche l’ottimo quarto posto dell’Under 17 ai Mediterranei….), ma al netto della fredda cronaca manca la riflessione più importante. Ricordando il risultato conseguito nel ’97, la partecipazione ai Mondiali, l’articolista non si chiede cosa mai sia successo in Italia da quel momento in poi, a maggior ragione se pensiamo che proprio in quell’edizione dei Mondiali in Giappone, l’Italia di Cervar perse di 4 (25 a 21 ndr) proprio contro la celebratissima Francia oggi Nazione guida del movimento….In venti anni il numero dei tesserati e dei club – a dispetto di quello che si scrive – è invece tristemente diminuito, sono diminuiti i livelli dei campionati (prima il settore maschile partiva dalla serie D ndr), in generale si è registrata una compressione del movimento. Alla luce di queste inconfutabili verità – e qui il petto si rigonfia – le Nazionali hanno ottenuto buoni risultati nell’ultimo anno, merito soprattutto dell’attività, della passione, della serietà dei Club che, nonostante tutto, hanno continuato a lavorare a pancia a terra continuando ad inseguire un sogno…

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