Semplicità Malavasi: “Cambiare è logico. Serve una spinta nuova”

Conoscere un mondo, vederlo far parte della propria vita per tanto tempo e, quando la vita ti porta lontano da esso, vederlo lentamente decadere. Un’inesorabile caduta. Federico Malavasi fa parte di quel gruppo di persone che ha condiviso con la pallamano tante emozioni sul campo e fuori ed è proprio lui a presentarsi: “Il mio rapporto con la pallamano inizia con i Giochi della Gioventù del 1970. L’esordio in Serie A è datato ottobre 1972. Terminata la carriera di giocatore ho intrapreso quella di allenatore, prima delle squadre giovanili della Società della mia città per arrivare sino ad allenatore della Serie A2. Ho contribuito a trasformare la realtà della Pallamano Modena da gioco dopolavoristico ad attività semi-professionale. Adesso, da “tifoso”, sono collaboratore della Società nel frattempo sorta a Modena grazie alla passione e alla competenza di Claudio Sgarbi di cui sono rimasto consigliere, oltre che amico”.  Malavasi ha dalla sua lunga militanza e ne ha viste davvero di tutti i colori. Il suo, dunque, è un punto di vista di assoluta credibilità da cui trarne gli spunti giusti. Il suo bilancio, per quanto concerne gli ultimi anni, non può che essere negativo: “ La mia passione per questo sport è talmente vecchia che pochi in Italia possono vantarne una più lunga. Ho visto tante fasi del passaggio della pallamano da sport assolutamente nuovo a sport con ambizione di ritagliarsi uno spazio nel panorama generale italiano. Da allora assisto ad un lento e inesorabile declino che ha visto scendere di livello sia il campionato maggiore sia i campionati giovanili e conseguentemente ho visto scemare sempre più l’interesse di mass media e sponsor nei confronti della nostra disciplina”. La sua analisi abbraccia le due componenti più importanti del movimento: “Analizzando i perché di tale grave problema, non posso che attribuire grosse responsabilità sia alle società, che mai hanno avuto un intento comune di far crescere la pallamano italiana perché interessate piuttosto a vincere il campionatino della parrocchia, sia alla Federazione che ha colpevolmente avallato e mantenuto campionati di livello tecnico sempre più scadente, che non ha dato impulso adeguato al movimento giovanile, che non ha lavorato, se non negli ultimissimi periodi, sulle nazionali giovanili che sono l’unica speranza che abbiamo, avendo una strada davanti lunga e in salita, di potere risalire la china nel ranking europeo”. Il gruppo de “Il Perimetro” guidato da Pasquale Loria non lo vedrà tra i protagonisti ma a riguardo Malavasi spende parole importanti. “Non mi propongo per nessuna carica ma noto con piacere che, dal punto di vista dell’area tecnica a me cara, i nomi su cui si è deciso di puntare sono di sicuro affidamento. Pertanto auspico, dopo venti anni, che ci sia un logico cambiamento, una spinta diversa e che il rinnovamento abbia come unico scopo quello di portare il più velocemente possibile la pallamano ad un ruolo più consono che non sia quello di Cenerentola dello sport italiano”.

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