Senza paura, l’Italia s’è desta

A bocce ferme, oggi non si vota, giusto soffermarsi su quanto successo in questi giorni in Italia, a prescindere dai numeri – sempre molto relativi – degli schieramenti, di chi sta vincendo e di chi sta accusando il colpo; in un paese normale, in una Federazione normale basterebbe solo prenderne atto in attesa del risultato finale! Una prima riflessione, alla luce di quanto è accaduto e di quanto accadrà negli ultimi giorni di votazione, già esiste e non può che far piacere a tutti perché, finalmente, dopo anni di immobilismo, quasi di menefreghismo, il movimento ha deciso di prendere parte in maniera attiva al suo sistema democratico. Per troppo tempo si è incolpata la base, la componente tecnici e atleti, di essere troppo distante dalle vicende politiche, facendone quasi un capo d’accusa. Oggi non è più così! Tecnici ed atleti si sono mobilitati, hanno deciso di partecipare, di esprimere un’opinione, di votare e di prendere una posizione. Mai come in quest’occasione, seppur in condizioni difficili (la FIGH fin qui è stata l’unica Federazione andata al voto con un calendario spezzettato e non in un’unica data nda), tecnici e atleti, sobbarcandosi (alcuni) centinaia di chilometri, hanno esercitato un proprio sacrosanto diritto. A prescindere dal risultato delle urne questa è già una notizia da rimarcare! Peccato che nel mentre società, tecnici, e atleti si organizzavano per esercitare il proprio diritto al voto e di conseguenza si creavano (finalmente!) schieramenti contrapposti, addirittura ci si accapigliava sul web sui risultati un po’ come avviene in qualsiasi libera consultazione elettorale, a Roma, nella quiete della sede della FIGH, la qualcosa veniva consciamente e colpevolmente snobbata. Non una riga sul sito della Federazione, né una comunicazione scarna, men che meno un elenco dei candidati e degli eletti nelle singole regioni andate al voto. Niente di niente, zero assoluto, in totale disprezzo di chi, sacrificando famiglie, lavoro e tanto altro, aveva deciso di donare qualche ora alla causa comune. Eppure stiamo parlando di una componente, la principale componente, che permette alla Federazione di andare avanti! Che siano stati tanti o pochi i votanti, apprezzati e noti atleti del settore o semplici amatori, allenatori di grido o del Bubu Team, squadra laziale under 12 che ha portato al voto diversi tecnici, sono tutti da elogiare perché hanno reso un servigio alla pallamano, hanno dato un segnale forte a chi oggi siede sullo scranno più importante, un segnale probabilmente inatteso e per questo ancora più forte e rumoroso. Mai come in questo momento sono tutti nel Perimetro, piaccia o meno la definizione, sono tutti nel Perimetro della pallamano, il 40×20 che ogni “maledetto giorno” determina gioie e dolori, ripaga o deprime, fa riflettere chi da tanto o poco tempo si spende per questo magnifico sport. C’è chi gioca, suda e s’impegna e chi studia le carte comodamente seduto in tribuna. In Italia si sta solo scegliendo da che parte stare.

error: Il contenuto è protetto!

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi